Al ‘Big Bang’ anche Civati. Renzi contestato

Il tanto atteso Big Bang, annunciato dal sindaco di Firenze Matteo Renzi, sta deflagrando in queste ore alla Leopolda. Sfruttando l’occasione dell’apertura della Leopolda 2011, il leader dei ”rottamatori”, su un palco che ricorda, nell’arredamento rasserenante, l’interno di una casa, ha presentato un programma in cento punti che verrà divulgato online. Programma che prevede l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, la riforma delle pensioni (dal retributivo al contributivo) e che si vuole porre in antitesi con la tendenza dell’avanguardia del Pd a non parlare di contenuti, limitandosi all’antiberlusconismo militante. ”La vera questione -ha detto il sindaco- è cosa fare se toccasse a noi governare il Paese. Mi aspetto che in questi tre giorni si parli di questo, delle questioni vere degli italiani, non di polemiche, coalizioni, alleanze.Va evitato il buco nero dell’antiberlusconismo e basta”. ”Se il Pd -ha continuato- parlasse di problemi concreti, ragionasse di proposte precise e non parlasse soltanto male di Berlusconi, se raccontasse un’idea credibile, io credo che tanti cittadini gli darebbero fiducia”.  Sullo sfondo del palco sono state collocate  delle sagome di ”brontosauri”, allegoria del ricambio generazionale auspicato da Renzi, e non solo. Alla Leopolda, si è presentato, con gran sorpresa, un altro giovane, Beppe Civati, che con Renzi aveva cominciato la lunga battaglia per lo svecchiamento della politica, per poi distaccarsene, pare. Ora che sembra essere tornata la pace, Civati si esprime così: ”Qui mi sento ancora a casa, magari c’è un’altra casa che ci separa” (alludendo a Palazzo Chigi). Entrambi i due esponenti del Pd-giovane sostengono la necessità di primarie alla francese, caldeggiate anche da un’altra presenza importante, l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino che ha invitato i dirigenti del Pd a prendere in considerazione l’idea di ”primarie aperte” e ha parlato del Big Bang  renziano come di ”una iniziativa vitale per il Pd”.

Contestazioni. Il sindaco di Firenze non è stato, però, solo applaudito e supportato da ospiti illustri, come l’acclamato Baricco. Ha dovuto fare i conti, oltre che con l’indisponenza di Bersani, più volte smentita, anche con la contestazione dei di circa trecento persone. Si tratta dei dipendenti del trasporto pubblico locale, che contestano la privatizzazione dell’azienda; le associazioni dei disabili che protestano contro le misure e i provvedimenti adottati per la pedonalizzazione di piazza Pitti e di via Tornabuoni; i dipendenti comunali, quelli del Maggio musicale e le precarie degli asili nido appaltati a cooperative esterne.

Francesca D’ettorre