Berlusconi e la teoria delle storielle

Che il nostro presidente del Consiglio sia un inguaribile ottimista è un fatto innegabile. Negli anni bui della crisi, con il Paese reale in ginocchio attanagliato dalla disoccupazione e dal debito pubblico, Silvio Berlusconi ha sempre trovato il modo di rincuorare tutti. In che modo? Suggerendo di rispondere alla crisi in modo sereno, sfoderando un sorriso capace di dissolvere le nebbie e di allontanare i nuvoloni. In quest’ottica, la teoria delle storielle illustrata ieri dal Cavaliere agli Stati Generali del commercio con l’estero si propone come una conferma del suo modus pensandi o, se si preferisce, del suo completo scollamento dalla realtà.

La forza delle storielle – Il premier ha appena completato il suo intervento agli Stati Generali di Roma (quello in cui ha parlato dell’euro come di una moneta poco convincente) e, fiancheggiato da Massimo Calearo e dalla neo-viceministro Catia Polidori, si congeda dalla platea con l’immancabile barzelletta, anticipata da una breve digressione. “Le storielle sono il pepe di ogni incontro – spiega il Cavaliere – Quando si è depressi o preoccupati una storiella pulisce il cervello dal pessimismo, dai pensieri grigi, negativi e instaura tutto un altro clima tra le persone che s’incontrano”.

La barzelletta russa – Quindi la barzelletta, che – precisa il presidente del Consiglio – gli è stata raccontata dall’amico russo Vladimir Putin. “Berlusconi cade da un alto grattacielo e nella caduta naturalmente si dispera e fa: ‘Aaaaaahhhhhh’, però passa davanti a una finestra del decimo piano dove c’è una bellissima ragazza che si sta spogliando e fa: ‘Ooooohhhhhh’. Ecco – conclude sorridente Berlusconi – mi sembra questa una storia molto coerente”.

Maria Saporito