Giallo sulla lettera dei dissidenti. Berlusconi: Una bufala. Ma c’è chi l’ha letta

Roma – Berlusconi sulla presunta lettera dei dissidenti del Pdl: “Una bufala”. Ma Gava e Antonione ammettono: “L’abbiamo vista“.

Il mistero della lettera – La notizia di una presunta lettera, in cui alcuni deputati del Pdl, chiedono al premier di fare un passo indietro per allargare la maggioranza, è arrivata ai giornali. E subito si solleva un vespaio di polemiche.
Il premier ha smentito di aver ricevuto la lettera, e ha smentito pure la sua esistenza: “È una lettera di cui non abbiamo traccia, non si sono nemmeno trovati gli autori, quindi è una bufala“.
La lettera infatti, a quanto pare non sarebbe stata firmata da nessuno, e sono in molti ad aver già preso le distanze, soprattutto Scajola, Pisanu e i deputati a loro vicini.
Il messaggio era chiaro, per fare ciò che ha chiesto l’Europa occorre una maggioranza più larga. In parole povere si chiedeva l’ingresso nella maggioranza dell’Udc dopo il fatidico “passo indietro del premier”.

Le testimonianze – Tutti gli indizi portavano effettivamente a considerarla una “bufala”, eppure qualche conferma sulla sua esistenza è arrivata: “Ho avuto modo di vedere il documento nel quale si chiede a Silvio Berlusconi un cambio di passo“, ha infatti confermato Fabio Gava, deputato del Pdl. “Dopo gli impegni assunti in Europa dal governo la mia opinione è che alcuni contenuti siano modificabili“, ha concluso.
Altro testimone è il deputato del Pdl Roberto Antonione: “Io quella lettera l’ho vista ed i colleghi con i quali ne ho parlato ne condividono, al di là dei contenuti perfettibili, l’impianto politico“.
Secondo Osvaldo Napoli invece, “la lettera è stata fatta non calcolando i tempi della politica e pensando di cavalcare una eventuale decisione negativa dell’Europa sul documento che il governo ha presentato. L’estensore della lettera quando si è reso conto del parere favorevole di Bruxelles dopo aver buttato la pietra è stato obbligato a ritirare la mano. A mio avviso non c’è nessun esponente del Pdl che possa sottoscriverla“.

Matteo Oliviero