Il Giappone taglia gli stipendi dei politici, l’Italia no

Prof. Giappone. Il ministro giapponese delle Finanze, Yoshihiko Noda, ha deciso di tagliare del 30% la sua busta paga. Inoltre, diversi ministri e viceministri si stanno riducendo lo stipendio del 20%. Le misure fanno parte di un disegno di legge finalizzato alla riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici del 7,8% fino a marzo 2014. La legge dovrebbe essere approvata entro novembre facendo risparmiare circa 2,7 miliardi di euro al Paese. I provvedimenti sono stati presi per realizzare progetti di ricostruzione in seguito al sisma che, nel marzo del 2011, ha duramente colpito il Giappone.

Italia rimandata. E nel nostro Paese come va? Dalla prossima legislatura dovrebbero essere aboliti i vitalizi per gli ex consiglieri regionali. Si pensi che solo a Bari il loro costo è di 10mila euro al mese. Intanto, in Campania, è stata eliminata recentemente una norma che favoriva l’accumulo dei vitalizi. Chi percepisce l’assegno da ex deputato o senatore non potrà incassare anche il vitalizio regionale. Ma il Parlamento cosa dice? Nella lettera scritta ai vertici dell’Unione Europea per rassicurare Bruxelles sulla tenuta dei conti pubblici italiani, tra le altre cose, si parla anche del contenimento dei costi della politica. Nel dettaglio si annuncia la riduzione del numero dei parlamentari e l’abolizione di alcune province: «Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In particolare, verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi. Verrà rafforzato il regime di incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo». Dei tagli di stipendi e benefit ai potilitici però, neanche una pallida, timida ombra! Se, come ha detto Berlusconi, l’Italia non accetta lezioni dall’Europa, dovrà accettarle, almeno, dal prof. Giappone.

Giovanna Fraccalvieri