La Siria nel sangue

L’ersercito spara sui dimostrantiPrimavera araba anche in Siria, dove i manifestanti vorrebbero liberarsi dall’oppressione del regime di Assad, che da ben 41 anni detiene il potere del paese. Il desiderio di libertà del mondo arabo sembra diffondersi a macchia d’olio e dopo la Tunisia e la Libia ora tocca alla conservatrice Siria. Qui le proteste sono in corso già da settimane in modo più o meno pacifico, ma il tentativo di repressione violento da parte dei militari del regime ha causato all’interno dell’esercito stesso numerose diserzioni che, nella notte di venerdì sono diventate scontri violenti tra gli agenti rimasti leali al dittatore e i disertori stessi.

17 soldati uccisi ad Amman – Questo il bilancio degli scontri nel quartiere di Bab Amro che ha provocato la durissima e sanguinosa reazione dell’esercito con l’intervento di blindati che ha bombardato un quartiere intero, oltre ad aver posizionato cecchini per sparare contro i disertori. Gli scontri in questo paese sono tra i più violenti verificatisi in questa stagione di rivolte, facendo muovere persino la Lega Araba nei confronti del dittatore siriano affinchè dia ordine ai militari di smettere di sparare sui civili.

220 bambini rimasti uccisi – E’ questo il triste bilancio delle violenze di queste ultime settimane sicuramente destinato a crescere e in ogni caso non verificabile in quanto il regime di Assad impedisce alla stampa internazionale di recarsi sul posto. La Lega Araba sta cercando di aprire la strada alle trattative per indurre il dittatore a cercare il dialogo con i manifestanti, ma i rappresentanti di questi ultimiun tavolo rifiutano di aprire un tavolo finchè l’esercito non smetterà di uccidere civili innocenti.

Marta Lock