Fini contro il governo sui licenziamenti: Così cresce la disoccupazione

Roma – Gianfranco Fini: “Ne risentirebbe in particolare un’area del Paese, serve confronto con parti sociali“. Sacconi contro i dati diffusi dall’associazione degli artigiani: “Tesi senza fondamento, con nuove regole più occupazione“.

I dati dell’associazione degli artigiani – Il messaggio lanciato dall’associazione è chiaro, e suona come un vero e proprio allarme. “Se una normativa che rendesse più semplici i licenziamenti fosse stata applicata durante gli anni della crisi economica, il tasso di disoccupazione in Italia sarebbe salito all’11,1%, anzichè essere all’8,2% attuale, con quasi 738 mila persone senza lavoro in più rispetto a quelle conteggiate oggi dall’Istat”.
Uno scenario preoccupante richiamato anche dal presidente della Camera: “Se, come mi sembra di aver capito, si tende soltanto a favorire la possibilità di licenziare, corriamo il rischio di veder moltiplicare un tasso di disoccupazione che da qualche anno a questa parte sta crescendo e che riguarda in particolar modo un’area del Paese“, ha dichiarato Gianfranco Fini commentato gli intenti del governo.

Fini contro i licenziamenti facili – Il presidente della Camera, intervenendo al primo Congresso regionale del partito a Firenze, ha richiamato il governo invitandolo ad aprire un tavolo con le parti sociali: “Mi auguro che il governo non sia così irresponsabile da non confrontarsi con le parti sociali e con le categorie economiche per tutelare non solo le imprese, ma anche per farle crescere e competere. Altrimenti si rischia un autunno caldo che ci farebbe tornare indietro“.
Sulla situazione dell’Italia, il commento di Fini descrive una situazione difficile: ”Per mesi e mesi si è autocelebrato quotidianamente il rito dell’Italia che reggeva la crisi. Non era vero. L’Italia non è il paese dei balocchi. La crisi si è fronteggiata e si fronteggia tenendo i conti pubblici sotto controllo, cosa indispensabile, ma sarebbe stato meglio non aver negato per troppo tempo la necessità di farlo”.
Poi l’attacco al Pdl: “Nel Pdl non si rendono conto quanto ingiusto sia dire che non si può mettere la tassa patrimoniale, facendo salva la prima casa, perché, come continua a dire il presidente del Consiglio, questo colpirebbe i loro elettori di riferimento. Bisogna ricordare che il Pdl non è un club per milionari. L’Italia merita di più nel momento in cui siamo chiamati a fare sforzo comuni, merita di più che la divisioni tra gli amici di Berlusconi e chi lo vuole abbattere“.

La replica di Sacconi – Non si fa attende la risposta del Ministero del Lavoro sui dati diffusi dall’associazione degli artigiani: “L’aumento della disoccupazione a fronte di norme di semplificazione sui licenziamenti è destituito di ogni fondamento.

Le simulazioni sulla maggiore flessibilità in uscita anche realizzate a livello internazionale danno più occupazioneCiò che l’Unione europea chiede all’Italia è una combinazione di maggiore flessibilità nella risoluzione del rapporti lavoro e di maggiore protezione del lavoratore. Tutte le ipotesi di adempimento di questa richiesta sono quindi rivolte a consolidare il sistema di ammortizzatori sociali, a partire da tutte quelle situazioni nelle quali può essere conservato il posto di lavoro attraverso la cassa integrazione e gli accordi collettivi che è intenzione del governo ancor più incoraggiare“, si legge in una nota diffusa dal Ministero.

Matteo Oliviero