Siria, l’avvertimento di Assad: Potremmo trasformarci nel nuovo Afghanistan

Bisogna stare attenti a entrare nelle vicende nazionali siriane, se non si vuole rischiare di ritrovarsi a dover fare i conti con uno scenario ancora più serio e difficile da gestire, di quanto non sia già quello odierno che vede da mesi una repressione da parte del governo nei confronti dei manifestanti. Una difesa dell’ordine, se vista dal punto di vista di chi comanda, il tentativo di soffocare gli aneliti di libertà, a sentire le parole di chi protesta. L’invito alla comunità internazionale, però, è giunto direttamente per bocca del presidente della Siria, il tanto discusso Bashar al-Assad. Quest’ultimo, nel corso di un’intervista rilasciata alla testata britannica Sunday Telegraph, ha dichiarato: “La Siria è uno snodo fondamentale della regione, e una sorta di faglia sismica e se ci mettiamo a scuotere il suolo qui si provocherà un terremoto. Ogni problema in Siria farà bruciare l’intera regione. Se il piano è quello di dividere la Siria, questo equivale a dividere l’intera regione. Volete vedere un altro Afghanistan o decine di altri Afghanistan?”. Assad, pur confermando che negli ultimi mesi le forze militari del Governo sono incorse in “molti errori”, ha difeso il proprio operato: “Non siamo stati un governo testardo, ma sei giorni dopo l’inizio delle proteste ho avviato le riforme“.

Il sostegno russo – Sempre più nell’occhio del ciclone in Occidente, la Siria spera di continuare a poter contare sull’appoggio della Russia. Il presidente Assad, a tal proposito, parlando con un’emittente televisiva di Mosca, ha detto: “Soprattutto, contiamo sul sostegno della Russia, un Paese al quale siamo legati da legami solidi“, aggiungendo che “il ruolo della Russia è estremamente importante. Dai primi giorni della crisi, siamo rimasti in contatto permanente con il governo russo. Teniamo i nostri amici russi al corrente di tutti i dettagli dell’evoluzione degli avvenimenti”. Tuttavia, qualche settimana fa, dal Cremlino è giunto, per bocca dello stesso presidente Dmitri Medvedev, un invito affinché il governo siriano si mostri disponibile ad attuare realmente le rifo