Thailandia distrutta dall’alluvione, trema per il diluvio imminente

Verso il diluvio. Bangkok, la capiatale della Thailandia, è stata colpita in questi giorni dalla più grave alluvione degli ultimi cento anni. Più di due mesi di piogge incessanti hanno flagellato il Paese. Nelle zone più colpite il livello dell’acqua ha superato i quattro metri di altezza. I cittadini sono in fuga, da una situazione tragica che, secondo l’Ufficio di coordinamento per gli Affari Umanitari dell’Onu, dovrebbe peggiorare. Si prevede infatti, per il fine settimana, un’ondata di piogge tali da riversare nella capitale 1,2 miliardi di metri cubi d’acqua.

 

Devastazione in numeri. Intanto è intervenuto l’esercito con 50 mila soldati. Bangkok è sommersa dall’acqua che ha iniziato a infiltrarsi anche dentro le mura di cinta del Palazzo reale. Diverse zone sono state evaquate. Gli alluvionati sono più di 2,5 milioni e almeno 100 scuole sono state adibite a centri d’accoglienza per 10 mila sfollati. Anche i templi dei monaci buddisti accolgono le persone in difficoltà.  Per ora si contano 373 morti, ma il numero, purtroppo, è destinato a salire considerando il fatto che le inondazioni stanno interessando anche la Birmania dove, solo nell’ultima settimana, si sono contati 147 morti, e la Cambogia, dove gli sfollati sono già 250 mila. In ginocchio anche l’economia tailandese: solo Bangkok contribuisce, infatti, al 41% del PIL nazionale. La Thailandia è, inoltre, il principale esportatore di riso al mondo e il 14% delle coltivazioni è andato distrutto.

Giovanna Fraccalvieri