Camusso contro Sacconi: ”Nessun segnale di terrorismo.Piuttosto si rischia la rivolta sociale”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:36

Dopo le parole del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che ventilavano le sue paure per un possibile ritorno al terrorismo, gettando benzina sull’incendio già divampato nell’ambito della discussione sui licenziamenti-opportunità per nuova occupazione vs licenziamenti-aumento della disoccupazione, arriva la replica del segretrario della Cgil Susanna Camusso. Sacconi aveva detto in merito ad un ritorno agli anni di piombo: ”Ho paura ma non per me perché io sono protetto, bensì per le persone che potrebbero non essere protette e diventare bersaglio di violenza politica che nel nostro Paese non si è del tutto estinta”. Oggi arriva invece la replica della Camusso, che sostiene: ”Nessun segnale né nelle fabbriche, né negli uffici, né nei luoghi di lavoro che faccia presagire un ritorno agli anni della violenza politica”. Riferendosi al ministro del Welfare, continua: ”Non dovrebbe costruire un clima di preoccupazioni e usarlo come argomento per sostenere la sua tesi sui licenziamenti ma dovrebbe chiedere un intervento del ministro dell’Interno”. Il segretario della Cgil non ha visto di buon occhio le esternazioni di Sacconi, quanto, piuttosto, macchiate dal tentativo strumentale di spostare l’attenzione ed esclude categoricamente un ritorno al terrorismo. Quello che la Camusso, invece, teme è l’acuirsi del disagio sociale che potrebbe sfociare in rivolta: ” C’è piuttosto un altro rischio -ha specificato- quello della rivolta sociale, in particolare nelle regioni del Sud. Ma questo non ha nulla a che vedere con il terrorismo. Sono proprio i timori di una rivolta di chi è disperato ed è senza speranza che ci fanno insistere nel chiedere politiche attive per il lavoro mentre la questione dei licenziamenti getta solo benzina sul fuoco”.

Gettare acqua sul fuoco. Il leader del Pd Bersani, inserendosi nel dibattito sui licenziamenti, ha invitato il governo a ”spegnere la miccia che ha acceso e mettersi a ragionare seriamente”, pur sottolineando il suo ”no” alle misure sul lavoro elaborate dalla maggioranza, considerati ”diversivi e alzate di ingegno che aggravano la situazione invece di risolverla”. Invece, il deputato Pd Olga D’Antona (vedova di Massimo D’Antona) sulle ‘paure’ di Sacconi ha detto: ”Purtroppo il rischio c’è ma Sacconi farebbe bene a non evocare il terrorismo e a non creare spaccature che ha già creato nel mondo del lavoro con questa sua fissazione sui licenziamenti”.

Francesca D’ettorre