Halloween: tradizione e modernità

Significato del nome. Il termine Halloween deriva dalla contrazione del nome medievale “All Hallows’Eve”. Hallow, in lingua anglosassone antica, significa Santo e Eve sta per vigilia. Il termine significa quindi, vigilia della festa dei Santi. Il nome Halloween può avere anche una seconda etimologia: “All Hallows’Even” dove Even significa sera. Nella  tradizione cristiana infatti,  il giorno di festa inizia al tramonto della vigilia. Meno probabile la derivazione della parola da “All allows even”, cioè la sera in cui tutto è permesso, inclusa la credenza che i defunti escano dalle tombe per far visita ai vivi.

Genesi pagana. L’origine della festa di Halloween va fatta risalire alla ricorrenza celtica di Samhain, una sorta di capodanno che separava il periodo estivo da quello invernale, con riferimenti anche al culto dei morti. La festa pagana si festeggiava il 1° novembre nelle regioni germaniche. I Celti non temevano i propri morti e, nella notte di Samhain, lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza. Molto temuti erano, invece, fate ed elfi che, secondo la leggenda, nella notte di Samhain giocavano scherzi pericolosi e terrificanti agli uomini. Con la colonizzazione dei popoli germanici da parte dei romani, la festa di Samhain uscì dai confini etnici sviluppandosi in diverse varianti.

Tradizioni italiane. L’usanza di lasciare del cibo per i defunti in segno di accoglienza nella notte del 31 ottobre si trova anche in alcune regioni del nord Italia ed in parte della Puglia e della Basilicata. Si svolge poi, in alcune località sarde, il rito de Is Animeddas (Le animelle): i bambini travestiti bussano alle porte chiedendo doni. Lo stesso rito in Molise viene chiamato l’anim’ de le murt. Anche l’uso di zucche e di rape vuote illuminate o di fantocci rappresentanti streghe, è documentato in diverse regioni italiane. In alcune località del Friuli questi fantocci si chiamano Crepis o Musons. In Toscana la zucca intagliata si chiama Zozzo, mentre in Sardegna le Concas e sos mortos (le teste dei morti). Si tratta di zucche intagliate a forma di teschio, illuminate da una candela. La stessa usanza si trova in Irlanda dove ad essere intagliate però, sono delle rape. Questa tradizione trova la sua genesi nell’antica leggenda di Jack-o’-lantern, leggenda in cui si mescolano il sacro e i profano.

Halloween negli USA. Tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, la tradizione di Halloween sbarca negli Stati Uniti assieme agli immigrati irlandesi. Qui alle rape usate in Irlanda per intagliare  i propri fantocci vennero sostituite le zucche. Questa non è certo l’unica trasformazione subita dalla festa! Halloween divenne di moda nell’alta borghesia che tese a eliminare i collegamenti con la religione per accentuare il lato scherzoso della festa. Halloween divenne così, la notte degli scherzi o notte del diavolo, durante la quale, spesso, ci si abbandonava agli atti di vandalismo. Nel Secondo Dopoguerra Halloween divenne un affare commerciale da milioni di dollari. Un affare in cui l’industria cinematografica ha avuto un ruolo preponderante trasformando sempre più Halloween nella festa delle streghe e dell’esaltazione del noir. Man mano si è persa la morale cristiana insita nella leggenda di “Jack-o’-lantern” per recuperare in chiave ludica e macabra gli elementi della tradizione (mondo dell’oltretomba, zucche, demoni, streghe…).

Giovanna Fraccalvieri