Ingroia al Congresso del Pdci: ”Io, partigiano della Costituzione”

Il pm di Palermo, Antonio Ingroia, è intervenuto ieri al Congresso del Pdci di Diliberto, già consapevole delle polemiche che la presenza di un magistrato ad un evento strettamente politico avrebbe fomentato, soprattutto tra le fila del Pdl. ”Un magistrato -ha spiegato Ingroia- deve essere imparziale quando esercita le sue funzioni ma io confesso che non mi sento del tutto imparziale. Anzi, mi sento partigiano, sono un partigiano della Costituzione”. Al pm palermitano sta stretto il ruolo di braccio esecutore (e imparziale) della legge e sottolinea: ”Un magistrato deve essere imparziale ma so da che parte stare ogni qual volta qualcuno vuole distruggerla”. “Siamo in una fase estremamente critica -ha continuato- la Costituzione è sotto assedio. Che fare? Resistere non basta. I magistrati non possono essere trasformati in esecutori materiali di leggi ingiuste”. E in merito alla sua presenza come ospite di Diliberto, ha spiegato: ”Ho accettato l’invito di Oliviero Diliberto pur prevedendo le polemiche che potrebbero investirmi per il solo fatto di essere qui. Ma io ho giurato sulla Costituzione democratica e sempre la difenderò”.

Le polemiche. L’intervento di Ingroia, come da lui stesso predetto, ha sollevato un polverone. Cicchitto ha detto: ”Ringraziamo il dottor Ingroia per la sua chiarezza. Sappiamo che le vicende più delicate riguardanti i rapporti tra mafia e politica stanno a Palermo nelle mani di pm contrassegnati dalla massima imparzialità”. Ancora più aspra la reazione di Gasparri che sentenzia: ”Sono gravi e inquietanti le parole di Ingroia che confermano l’animo militante di alcuni settori della magistratura. Da persone così invece che comizi politici ci saremmo attesi le scuse per aver fatto di Ciancimino jr una icona antimafia quando invece organizzava traffici illeciti e nascondeva tritolo in casa. Ingroia conferma i nostri dubbi. E sul caso Ciancimino dovrebbe spiegare molte cose. Porteremo questo scandalo e il suo comizio odierno all’attenzione del Parlamento”. Un’altra partita dello scontro magistratura-politica è stata giocata. Senza vincitori.

Francesca D’ettorre