Casini chiude a Di Pietro: No alla contro-lettera all’Ue

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:48

La proposta lanciata ieri dalle colonne della Stampa da Antonio Di Pietro non è piaciuta a molti. E non ci riferiamo solo agli esponenti della maggioranza – ovviamente critici sulla possibilità che gli avversari recapitino una contro-lettera a Bruxelles – ma anche a quelli dell’opposizione. A guidare la schiera dei riottosi è il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, che sul suo blog ha ieri chiuso categoricamente all’eventualità di “buttare giù” una missiva all’indirizzo dell’Ue insieme a Di Pietro, Vendola e Bersani.

No alla contro-lettera – “Per quanto ci riguarda non c’è nessuna contro-lettera da inviare a Bruxelles da parte delle opposizioni”. Il capo dei centristi, Pier Ferdinando Casini, non ha lasciato spazio a fraintendimenti e dal suo blog ha ieri mandato ad Antonio Di Pietro un messaggio inequivocabile: la lettera d’intenti delle opposizioni italiane – semmai venisse scritta – non recherà mai la firma del sottoscritto. Una chiusura categorica, che l’ex presidente della Camera ha così motivato: “Per noi parlano i governi in carica ed ogni ulteriore iniziativa è destinata ad accrescere la confusione in un momento già molto delicato per la nostra nazione”.

La cautela del centrista – Il terzopolista si è, insomma, vistosamente “sfilato” dalla cordata Idv-Pd-Sel,  facendo leva su un senso di responsabilità che – a suo giudizio – imporrebbe maggiore cautela, soprattutto a livello internazionale. Ma i malpensanti sospettano che alla base della sua decisione ci sia la soddisfazione per gli ultimi risultati incassati nei sondaggi che danno il suo partito in costante crescita. A differenza del Pdl e del Pd. Pier Ferdinando Casini starebbe, insomma, verificando la convenienza (momentanea?) di camminare in solitaria e di non lasciarsi coinvolgere in avventure politiche scomposte. Tanto a destra quanto a sinistra.

Maria Saporito

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