Sacconi: “Il rischio terrorismo esiste”

Gli scontri di Roma ne sono indice – Sarebbero proprio gli scontri di Roma a costituire un campanello d’allarme che, secondo il ministro Sacconi, non può essere ignorato, perché testimone dell’esistenza di gruppi organizzati volti a destabilizzare l’ordine anche attraverso azioni violente e premeditate, come dimostrato dal tam tam organizzativo che ha preceduto i disordini della capitale. “La tolleranza politica che abbiamo avuto nei confronti delle forti contestazioni anche di origine violenta che nel corso degli anni non hanno mai smesso di essere presenti nel nostro paese, ha fatto si che queste cellule organizzate crescessero e si rafforzassero fino ad arrivare agli estremi che abbiamo visto due settimane fa.”

Riferisca alla magistratura – Secondo il capogruppo dell’Idv alla Camera, Donadi, se il ministro ha delle prove per sostenere la sua tesi dovrebbe rivolgersi alla magistratura affinchè intervenga a fermare i responsabili, ma se la sua è solo una tattica per creare tensioni e distogliere l’attenzione dalla questione “licenziamenti facili”, il suo comportamento sarebbe davvero gravissimo.

Meglio non creare spaccature – Così la vedova D’Antona si esprime sulle dichiarazioni di Sacconi, aggiungendo “Il rischio terrorismo in Italia esiste, anche se per anni rimane sommerso, ma il ministro Sacconi farebbe meglio a non evocarlo e cercare di creare meno spaccature possibili con lavoratori e sindacati”.

Marta Lock