Unesco riconosce Palestina. Choc Usa e Israele

Palestina in festa. «Voglio augurare il benvenuto alla Palestina». Con queste parole Irina Bokova, direttrice generale dell’Unesco, l’organanizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, ha accolto l’ingresso del Paese nell’organizzazione. Il ministro degli Esteri palestinese Riyad Al Maliki si è rivolto alla Conferenza generale dell’Unesco, esprimendo gioia e soddisfazione: «Questo è davvero un momento storico che restituisce alla Palestina alcuni dei suoi diritti». Secondo Sabri Saidam, consigliere del presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas, «Questo è un giorno di festa (…) Per noi si tratta di uno dei pilastri nella nostra lotta per l’indipendenza». Il voto di oggi rappresenta una vittoria della vera politica, quella che dovrebbe lottare per il riconoscimento ed il  rispetto del diritto dei popoli.

«Una tragedia». L’ingresso della Palestina nell’Unesco  è stato definito da Israele come «una tragedia», affermando che la manovra «non porta alcun cambiamento nei rapporti»  tra Israele e Palestina, piuttosto  «allontana la possibilità di un accordo di pace». Un’affermazione che ha il sapore della minaccia.

Stop fondi USA. David Killion, ambasciatore Usa, ha dichiarato: «Non possiamo accettare l’adesione della Palestina all’Unesco». Intanto  gli Stati Uniti, che sono il principale finanziatore dell’Unesco, contribuendo al suo bilancio per il 22%,  hanno minacciato il ritiro del fondo previsto di 60 milioni di dollari all’organizzazione se la Palestina dovesse entrare come Stato membro. Perchè l’ammissione diventi operativa infatti, l’autorità palestinese dovrà  ratificare la carta dell’Unesco. Naturalmente se gli Stati Uniti, sono contrari all’ingresso della Palestina nell’organizzazione, lo sono ancor più rispetto alla prospettiva di una sua ammissione alle Nazioni Unite. La richiesta era stata presentata lo scorso settembre dal presidente palestinese Abu Mazen, nel corso della sessantaseiesima Assemblea Generale. Gli USA però, hanno annunciato che sono pronti a mettere il veto, ritenendo che uno Stato palestinese debba essere riconosciuto solo in seguito a un negoziato di pace con Israele.

I voti. L’ingresso della Palestina nell’Unesco è stato approvato dall’Assemblea generale  di Parigi con 107 voti a favore, 14 contro e 52 astenuti. Favorevoli Francia, Cina, India e quasi tutti i Paesi arabi, africani e latino-americani. Contrari  Canada, Stati Uniti e Germania. Astenuti  dal voto Italia e Gran Bretagna.  Maurizio Massari, portavoce della Farnesina, ha spiegato: «L’Italia si è attivata per giungere a una posizione coesa e unita dell’Ue, in mancanza della quale abbiamo deciso di astenerci (…) Riteniamo che non era questo il momento per porre la questione della membership palestinese all’Unesco, in una fase in cui si sta cercando di creare le condizioni ideali per una ripresa del negoziato tra le due parti».

Giovanna Fraccalvieri