Brambilla denuncia Green Hill, Procura apre un fascicolo FOTO

Sono anni che, non solo associazioni animaliste, ma anche persone dalla sensibilità spiccata, lottano affinché Green Hill, l‘allevamento di beagle destinati alla vivisezione, sito a Montichiari (BS), venga chiuso. Nonostante i numerosi appelli fatti alle Autorità locali e nazionali, però, fino ad ora, l’azienda, considerata anche il ‘lager autorizzato’ d’Italia, opera ancora ed ancora gode dell’autorizzazione a far nascere e allevare beagle destinati a morire.

Le immagini di Striscia e la protesta degli attivisti – Forse per poco, però. Dopo la protesta condotta da alcuni attivisti qualche settimana fa, i quali sono saliti sul tetto di uno dei capannoni dell’azienda, di proprietà della Marshall Farm Inc., la più grande fabbrica di cani da laboratorio del mondo, esponendo striscioni di protesta, qualcosa ha cominciato a muoversi, nonostante l’opposizione del sindaco di Montichiari, Elena Zanola, che, dopo aver condannato aspramente i manifestanti, aveva definito Green Hill un ‘soggiorno per cani’. Proprio pochi giorni fa, infatti, la trasmissione “Striscia la notizia”, attraverso il suo inviato Edoardo Stoppa, sempre molto attivo nelle cause che riguardano il maltrattamento di animali, aveva dato risonanza all’argomento, mandando in onda alcune immagini “rubate”, girate all’interno di Green Hill. Un reportage in cui venivano denunciate le condizioni terribili e disumane in cui sono costretti i migliaia di cuccioli allevati all’interno del ‘lager’, stipati in cellette larghe poco più di un metro e obbligati a vivere in mezzo ai propri escrementi. In alcune aree dell’azienda, erano stati filmati anche corpi di cuccioli smembrati e raccolti in sacchetti della spazzatura, segno che, al suo interno, Green Hill non è soltanto un allevamento. Nonostante le numerose email inviate dalla Redazione di ‘Striscia la notizia’, con le quali l’inviato chiedeva di fissare un appuntamento con il responsabile della struttura, le porte dell”allevamento lager‘ non sono state mai aperte a persone diverse dagli ‘addetti ai lavori’ e nessuno, tantomeno l’amministratore dell’azienda, ha mai acconsentito a rilasciare alcuna dichiarazione.

Brambilla denuncia Green Hill – Ma, dopo questo ‘servizio denuncia’, qualcosa, finalmente, potrebbe cambiare. Il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ha inoltrato, infatti, alla Procura della Repubblica di Brescia una denuncia contro l’allevamento di Montichiari. Secondo la Brambilla, Green Hill violerebbe sia la normativa nazionale in tema di difesa del benessere degli animali, che la normativa sanitaria e la stessa legge di settore sulla sperimentazione animale. Il Ministro, avvilito dalle immagini trasmesse da ‘Striscia’, ha chiesto pure, attraverso la segnalazione inoltrata al Comando dei Nas, di procedere al sequestro degli animali detenuti nell’azienda, come misura cautelare preventiva. “Trattasi di circostanza che, al di là della sua intrinseca gravità (configurando il maltrattamento di animali, come noto, un reato), offende il sentimento di amore e rispetto per gli animali e i loro diritti proprio della maggioranza dei cittadini e produce un gravissimo pregiudizio all’immagine del nostro Paese”, ha dichiarato il Ministro. La Procura di Brescia ha già aperto un fascolo sui presunti episodi di maltrattamento e sperimentazione cruenta sui cuccioli di beagle ospitati nella struttura e, secondo quanto riportato dal quotidiano ‘Bresciaoggi’, che ha raccolto alcune indiscrezioni di fonti interne alla Procura, gli investigatori avrebbero riscontrato l´assenza del registro di carico e scarico dei cani: da qui l’istanza di ritiro dell’autorizzazione e di contestuale chiusura di Green Hill. La Procura, inoltre, sta cercando di capire cosa sia accaduto ai circa 400 cuccioli, già svezzati, che non risulterebbero registrati nella banca dati dell’anagrafe canina regionale. Nonostante sia stato aperto un procedimento penale a carico dell’Amministratore Unico di Green Hill, dai controlli effettuati tramite il servizio di vigilanza ecozoofila dell’Oipa e dal nucleo di polizia giudiziaria della Polizia municipale di Montichiari, non sono emerse ipotesi di maltrattamento o di sperimentazione abusiva. Per quanto Green Hill costituisca soltanto un tassello del complesso e terribile meccanismo che riguarda gli allevamenti di animali da laboratorio e la stessa sperimentazione animale, la sua chiusura potrebbe già rappresentare un passo in avanti verso l’istituzione di una società che, nella definizione di “civile”, includa anche il rispetto verso qualunque forma di vita.

Francesca Theodosiu

Immagini forti. Se ne sconsiglia la visione ad un pubblico facilmente impressionabile.