Fukushima: fissione incontrollata nel reattore 2

Tokio, nuovo rischio di fusione alla Tepco. – L’operatore Electric Power della ormai nota centrale nucleare giapponese Fukushima Daiichi, ha oggi rilevato nel reattore numero 2 una sostanza che testimonierebbe una reazione nucleare non programmata. Si tratta dello Xeno, presente in piccola quantità nel sistema. Si presume sia avvenuta una fissione nucleare a caldo, dagli esiti ancora sconosciuti per l’immediato futuro. E’ dunque allarme, dopo che di recente le azioni della Fukushima avevano avuto una positiva impennata, riconquistando la fiducia dei mercati europei e mondiali in seguito alla drammatica situazione che dallo scorso marzo ci ha tenuti tutti sul filo, a causa dello tsunami dal quale era stata colpita la centrale, con i conseguenti danni avvenuti in diversi reattori nucleari.

I provvedimenti. Al momento gli scienziati della Fukushima sono impegnati a realizzare la fissione a freddo all’interno dell’impianto, che secondo i programmi sarà una reazione che avverrà i tutta sicurezza. Questa fissione fuori programma mette però in pericolo l’attuale ricerca, e gli esiti del frenetico lavoro che alla Fukushima si compie da marzo, grazie al quale la fiducia internazionale è stata già “quasi” riconquistata in favore dell’azienda e del nucleare. Lo Xeno ritrovato nel reattore 2, ad ogni modo, è stato ora isolato in una miscela di acqua e acido borico, la quale dovrebbe impedire ulteriori reazioni nucleari.

La ‘criticalità’. – Con il termine scientifico italiano ‘criticalità’ si intende l’insieme di condizioni atte a far avvenire reazioni nucleari. Le condizioni di criticalià dunque sono ovviamente sempre un ambito che deve essere programmato e predisposto ad hoc dagli scienziati, al fine di avere reazioni nucleari sicure e controllate. In questo caso la criticalità si è costituita in modo autonomo e non sotto il controllo del personale di Fukushima. Il che costituisce appunto la condizione più classica di rischio e di allarme per una centrale nucleare. Sulla criticalità non voluta, il portavoce dell’azienda Junichi Matsumoto ha oggi usato toni tranquillizzanti nei riguardi dell’opinione pubblica: “Si può stabilire che una criticità isolata è avvenuta per un breve periodo di tempo, a giudicare dalla presenza di Xeno”. In generale, quest’opinione non è stata contraddetta per ora dal mondo accademico: tutte le opinioni espresse parlano di rischio minimo.

Sandra Korshenrich