Piano anti-crisi: le prime reazioni delle opposizioni

I rumors sulla ricetta con cui Silvio Berlusconi si presenterà oggi al G20 di Cannes continuano ad accavallarsi e il sentore, sempre più diffuso, è che le soluzioni contenute nel testo non convinceranno i partner stranieri. Un timore che alcuni protagonisti della politica e del sindacato avevano già espresso ieri sera, alla notizia della conclusione del Consiglio dei ministri. “E’ un durissimo ulteriore colpo alla credibilità di questo Paese alla vigilia di un appuntamento cruciale”, aveva detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, mentre il Pd si era limitato a diramare una brevissima nota in cui denunciava la lontananza da ciò che realmente occorrerebbe fare. Ma ad intervenire a gamba tesa sul piano anti-crisi del governo è stato stamattina Gianfranco Fini: “Il governo non ce la fa più – ha detto – e il Paese rischia seriamente”.

Il timore della Camusso – “A una prima occhiata siamo assolutamente lontani da quel che ci vorrebbe. Purtroppo”. Il Pd di Pier Luigi Bersani ha dato forma a una comunicazione quanto mai striminzita per bocciare i provvedimenti che il governo avrebbe inserito nella legge di Stabilità per contrastare la grave crisi economica. Più eloquente è stata invece Susanna Camusso, che a Cdm concluso, ha rimarcato i suoi timori per il futuro dell’Italia: “Per quel poco che filtra – ha scritto il segretario della Cgil ieri sera – si conferma ancora di più la convinzione di quanto sia inadeguato e dannoso questo governo per un Paese che domani dovrà fronteggiare non solo i mercati ma presentarsi al decisivo vertice del G20 senza una guida credibile e senza quelle decisioni annunciate e non prese. E’ un durissimo ulteriore colpo alla credibilità di questo Paese – ha ribadito la sindacalista – alla vigilia di un appuntamento cruciale”.

La bocciatura di Fini – Parole che hanno fatto il paio con quanto dichiarato poco fa dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, ospite della trasmissione televisiva “Agorà“: “Il governo non ce la fa più – ha tagliato corto il leader di Fli – e ha varato ieri sera misure molto, molto, molto deboli“. E sulla mancata proposta di una patrimoniale: “La Confindustria, che non è un’organizzazione di combattenti per il comunismo – ha spiegato Fini – dice mettiamo una tassa sui patrimoni, gli italiani lo capiscono benissimo. Se, al contrario, il governo dice: ‘interveniamo sul mercato del lavoro, rendendo più facili i licenziamenti‘, gli italiani qualche motivo per arrabbiarsi credo lo abbiano. Berlusconi è contrario e tutti hanno capito il perché – ha affondato il numero uno di Montecitorio – perché difende i suoi interessi”.

Maria Saporito