Desenzano, salvato cane sepolto vivo: rintracciato il padrone

Discutere sul fatto che l’etichetta ‘essere un animale‘, nella sua accezione più dispregiativa e dunque antropocentrica, possa essere spesso più adatta a chi di etichette e definizioni ne fa uso, sarebbe un’attività non originale perché per giungere a certe riflessioni di certo non bisogna essere degli animalisti convinti.
La crudeltà dell’uomo, la capacità di ferire, è qualcosa di talmente incomprensibile da rischiare di mettere in crisi anche il più acceso dei credenti: quale dio può avere la stessa immagine del residente di Desenzano che ha sepolto vivo il proprio cane? Quale dio potrebbe somigliarvi?

I fatti – La polizia locale di Desenzano del Garda hanno salvato tre giorni fa Jerry, un esemplare di razza bretone di colore bianco e rossiccio. La disavventura di Jerry non ha nulla a che vedere con il destino, se non l’aver incrociato lungo il proprio cammino le premure di una ‘bestia’ ben peggiore: il cane giaceva con gli occhi bendati e coperto da detriti.
In poche parole, il padrone di Jerry lo aveva sepolto vivo all’interno di una fossa profonda mezzo metro. I flebili guaiti del quadrupede hanno fatto insospettire i passanti che hanno avvertito le forze dell’ordine, a loro volta prontamente intervenute.
Per fortuna il cane è stato messo in salvo e dato alle cure dei medici dell’Asl, e la sua vita non dovrebbe essere a rischio.
Per il padrone, invece, adesso vi sarà l’autorità giudiziaria da dover affrontare: l’uomo è stato rintracciato e ha ammesso la paternità dell’insano gesto. Per lui, forse, la sventura più grande è proprio quella di vivere senza avere né il raziocinio che si pensa debba possedere l’uomo, né l’innocenza di quelli che spesso vengono considerati dei semplici ‘animali’.

Simone Olivelli