La Grecia sotto l’occhio vigile di Angela Merkules

Grecia. C’è Angela Merkules. Con un titolo azzeccato quanto autocelebrativo. Il popolare periodico tedesco “Bild”, storpia ironicamente  il cognome della Cancelliera tedesca, trasformandola da Angela Merkel in Angela Merkules. Acronimo del cognome vero e di Hercules, l’eroe greco Eracle, ribattezzato Ercole dai romani. Simbolo eterno della potenza, il Bild non ha esistato a paragonare il forzuto alla Cancelliera, in riferimento alla crisi greca. Il motivo è quanto mai esplicito. Sono di ieri infatti le dichiarazioni della Merkel e di Sarkozy che esprimevano la volonta dei due capi di governo rispetto al fatto che “la Grecia resti nell’euro”.  Quest’ultima però deve essere cosciente che “la sesta tranche del finanziamento potrà essere versata dall’Europa soltanto quando la Grecia avrà adottato l’accordo di Bruxelles del 27 ottobre”. Come a dire, sì, resterete nell’euro, ma alle nostre condizioni. Un’indiscutbile prova di forza che il settimanale tedesco ha tentato bonariamente di mitizzare.

Referendum saltato. La Merkel pare abbia messo il suo  zampino anche nel referendum greco voluto dal premier Papandreou, referendum ora cancellato. Le misure di austerità previste dal governo ellenico e che hanno scatenato violentissime proteste di piazza, rischiavano di essere sottoposte al voto di quest’ultima. Un’iniziativa, quella del primo ministro, che non ha mancato di suscitare forti polemiche anche e forse soprattutto al di fuori dei confini nazionali. Insomma, la Grecia non sembra avere troppe strade da percorrere:   la prima, la peggiore,  è quella di non riuscire ad attuare le misure concordate il 27 ottobre scorso a Bruxelles e porterebbe a conseguenza disastrose. La seconda è invece quella di attuarle e rimanere nell’area euro, sotto l’occhio attento di Angela Merkules.

A.S.