Alluvione a Genova: cittadini contestano il Sindaco, Procura apre fascicolo

Notte apparentemente tranquilla e senza pioggia quella appena trascorsa nella città di Genova, piegata dall’alluvione che ha colpito la città nella giornata di ieri. La pioggia ha cessato di cadere intorno alle 2 di questa notte ed alle 7 è scatto il divieto di circolazione per le strade cittadine, disposto dal sindaco Marta Vincenzi. Strade deserte, oggi, ed accessibili solo ai mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine, taxi ed autobus: nonostante il divieto, però, il traffico è impazzito in via Ferregiano e nei quartieri limitrofi, dove le auto hanno continuato a transitare, aumentando i disagi in una situazione già fortemente compromessa. Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno continuato a lavorare nelle zone maggiormente colpite dal violento nubifragio, come il quartiere Marassi, devastato dalla furia del torrente Ferregiano. Lungo tutta la strada, infatti, sono ancora centinaia le auto presenti distrutte dalla piena, che le ha trascinate per metri, accatastandole l’una sull’altra.

Cittadini contestano il Sindaco – «Abbiamo avvisato la cittadinanza di non usare i mezzi privati. Ma ricordare i comportamenti da tenere in queste occasioni non è bastato. C’erano, in giro per la città, più auto di quelle che normalmente transitano sulle nostre strade. Buonsenso, senso civico sono concetti che evidentemente non basta ricordare. Vanno intimati, fatti oggetto di divieti. Per questo stiamo valutando, a partire da oggi, di chiudere la città al traffico privato. La salvaguardia delle vite umane è la prima cosa». A dichiararlo il sindaco di Genova, Marta Vincenzi in un’intervista a ‘Il Secolo XIX’. «La scelta di mandare i bambini a scuola è stata provvidenziale, immaginate cosa sarebbero stati 40mila bambini portati in macchina dai nonni, dai parenti o dagli amici in giro per la città durante l’alluvione», ha aggiunto il primo cittadino. «Il preallarme – ha concluso – è stato dato agli amministratori di condominio già a luglio 2011: sapevano che nelle zone esondabili, tra cui quella del Fareggiano, non ci si doveva muovere in caso di allerta meteo». Intanto i cittadini di Genova hanno palesato tutta la loro indignazione verso una tragedia che poteva essere evitata: «Vergogna, vergogna, vattene a casa, dimissioni». Così alcuni residenti di via Fereggiano hanno contestato il Sindaco, che si era recata in zona per accertare la situazione. «Qui non sei su facebook – hanno aggiunto – qui siamo nel tempo reale». Ed ancora: «Perchè ha lasciato le scuole aperte?». «Qui sono morti dei miei amici, perche?». «Voi lo sapevate che questo è un posto a rischio, ma non avete fatto niente, non avete fatto niente». Domande implacabili alle quali è stato pressocché impossibile per il Sindaco rispondere. È dovuta intervenire la polizia, che ha improvvisato un cordone di sicurezza, ma, nonostante gli insulti e le contestazioni, il sindaco Vincenzi ha continuato il suo sopralluogo.

Procura apre fascicolo per le vittime – La Procura di Genova, intanto, ha aperto un fascicolo sulle sei vittime dell’alluvione che ha colpito il capoluogo ligure. Si tratterebbe, però, soltanto di un atto dovuto, dal momento che i decessi sono avvenuto per cause ancora da accertare. Al momento, quindi, non c’è alcuna ipotesi di reato. Del fascicolo si sta occupando il sostituto procuratore Stefano Puppo, che attende le relazioni delle forze di polizia per valutare i fatti ed accertare le eventuali responsabilità. Soltanto successivamente potrà essere configurata un’ipotesi di reato. Dalla Procura si apprende, inoltre, che non sarà effettuata alcuna autopsia sui sei cadaveri. Intanto, da qualche ora, ha ripreso a piovere con violenza sullo spezzino e sulle zone colpite dall’alluvione della settimana scorsa: al momento però non si registrano particolari criticità.

Francesca Theodosiu