Attentato all’arcivescovo di Firenze

Voleva parlare con l’arcivescovo – L’attentatore sarebbe entrato dal retro della Curia e recato in cortile chiedendo di poter parlare con l’arcivescovo Betori, ma è stato fermato dal suo segretario, don Paolo Brogi, il quale ha risposto che in quel momento non era possibile essere ricevuto dall’arcivescono ma l’uomo ha improvvisamente tirato fuori una pistola e gli ha sparato all’addome. Poi l’ha puntata alla tempia di monsignor Betori tentando di azionarla per ucciderlo, ma per fortuna l’arma si è inceppata costringendo l’uomo a fuggire.

Sei persone fermate – Dell’attentatore è stata data una descrizione sommaria, probabilmente un senzatetto intorno ai 70 anni di età, che ha portato al fermo di ben sei persone, le quali però nella giornata di oggi sono state rilasciate in quanto l’esame del guanto di paraffina, che si utilizza per rilevare tracce di polvere di proiettili, ha dato per tutti esito negativo. Perciò l’attentatore è ancora a piede libero.

Don Brogi furoi pericolo – Le condizioni del segretario attualmente sono buone, ma il rischio che ha corso è stato altissimo perché è stato colpito all’addome, molto vicino all’aorta e se il colpo fosse arrivato deviato di pochi centimetri sarebbe sicuramente morto. E’ stato subito soccorso e sottoposto tempestivamente all’intervento chirurgico che gli ha salvato la vita. L’arcivescovo ha espresso compassione nei confronti di chi ha compiuto un simile e immotivato atto.

Marta Lock