Forze armate rivoluzionarie della Colombia senza leader

Alfonso Cano ucciso – Sarebbe rimasto ucciso in uno scontro a fuoco con le forze militari colombiane nella località Chirriadero, dove hanno trovato la morte anche altri guerriglieri che avevano sposato la causa e la sua compagna Patricia. Il sociologo marxista Guillermo Leon Saenz Vargas, è questo il vero nome di Alfonso Cano, era già stato arrestato per il suo idealismo rivoluzionario negli anni ’80, ma poi un’amnistia decisa dall’allora presidente Betancour gli aveva permesso di riacquistare la libertà.

Betancour voleva la pace – Fu questa la motivazione dell’amnistia, la speranza da parte del presidente di riusire ad avviare un processo di pace con le forze rivoluzionarie, che però, purtroppo, fallì. Cano era l’ideologo delle Farc, da sempre a fianco del fondatore Alberto Morantes detto Jacobo Arenas, e solo dopo la sua morte nell’agosto del ’90, ne prese il posto al comando.

Linea più morbida – Cano aveva intrapreso una via più moderata di quella del suo predecessore, chiedendo un’apertura al dialogo al presidente colombiano, che però fu rifiutata. La guerriglia tra l’esercito e i militanti delle Farc non si è mai placata dal ’64 a oggi, e l’uccisione del loro leader ha fatto incassare una vittoria epocale ai militari, oltre ad aver assestato un duro colpo all’organizzazione rivoluzionaria.

Marta Lock