“No War”: Iris dedica una retrospettiva ai capolavori del cinema pacifista

Retrospettiva – Ai set divenuti teatro delle guerre più sanguinose, Iris, il canale diretto da Miriam Pisani, dedica la retrospettiva No War: dal 5 novembre 2011, ogni sabato, in prima e seconda serata, saranno di scena le più recenti opere della filmografia mondiale che, sullo sfondo di trincee e corpo a corpo, narrano storie di amicizia, coraggio, sopravvivenza e sacrificio. Dopotutto quale scenario più estremo, se non quello del campo di battaglia, per rappresentare temi universali quali la vita e la morte, l’amore e l’odio?

 

Clint Eastwood – Ad aprire la rassegna, The Flags of Our Fathers (2006), il torbido affresco che Clint Eastwood disegna sulla sanguinosa battaglia di Iwo Jima, il presidio giapponese conquistato a caro prezzo dai soldati statunitensi durante la II Guerra mondiale. Il mostro sacro degli spaghetti-western, supportato dal co-produttore Steven Spielberg e dallo sceneggiatore Paul Haggis (Crash-Contatto fisico), affianca sul grande schermo le atrocità del conflitto armato e la macchina della propaganda nazionale che, senza scrupoli, trasforma 3 reduci marine (quelli immortalati dall’istantanea di Joe Rosenthal nell’atto di issare la bandiera Usa sul monte Suribachi), in mezzi pubblicitari a favore dello sforzo bellico.
 
Prima e seconda serata – Sulla “mischia” (gwarra dell’alto tedesco antico, ovvero, “mischia”), anche la pellicola proposta in seconda serata, Dark Blue World (2001), una produzione internazionale diretta da Jan Sverak (Kolya -Oscar al Miglior film straniero) che narra le vicende d’amicizia e d’amore di due piloti cecoslovacchi della Raf, imprigionati in piena Guerra Fredda nei campi di lavoro.In locandina per la prima serata di No War: We Were Soldiers-Fino all’ultimo uomo, tra le paludi vietnamite combatte Mel Gibson contro i “musi gialli” (R. Wallace – 2002); Tigerland (J. Schumacher -2000), la pellicola low budget che lanciò Colin Farrell; la caccia in terre bosniache di 3 reporter, tra cui Richard Gere, The Hunting Party (R. Shepard – 2007). E ancora, la trincea africana in un film italiano, El Alamein-La linea del fuoco (E. Monteleone – 2002); l’odissea glaciale di Saints and Soldiers (R. Little – 2003), The Quiet American (P. Noyce – 2002) e la guerra civile di El Salvador in I figli della guerra (L. Mandoki – 2004).Inoltre, per la seconda serata: Contro 4 bandiere (U. Lenzi – 1979); La vita è un miracolo (E. Kusturica – 2004); Come Harry divenne un albero (G. Paskaljevic – 2001) e Tomahawk, scure di guerra (G. Sherman -1951).
R. D. B.