Berlusconi: Sono troppo responsabile, non mi dimetto

Nonostante le continue pressioni esercitate su di lui, il presidente del Consiglio ha ieri voluto rimarcare l’impegno a rimanere al timone del governo. “La responsabilità nei confronti del Paese – ha scritto in una breve nota Silvio Berlusconi – impone di continuare a lottare”. Concetto sostanzialmente anticipato dal segretario del Pdl, Angelino Alfano, che nel pomeriggio di ieri ha però auspicato un “più vasto concorso di forze politiche e sociali”, ottenendo in risposta dal leghista Roberto Calderoli una categorica chiusura a ogni possibile “allargamento” della maggioranza.

Troppo responsabile per dimettersi – “Girano nei palazzi romani chiacchiere e pettegolezzi su un argomento: le dimissioni di questo governo. Mi spiace di deludere i nostalgici della Prima Repubblica, quando i governi duravano in media 11 mesi, ma la responsabilità nei confronti degli elettori e del Paese impongono a noi e al nostro governo di continuare nella battaglia di civiltà che stiamo conducendo in questo difficile momento di crisi“. Silvio Berlusconi non ha usato giri di parole e attraverso una breve nota, diramata nel pomeriggio di ieri, ha sgombrato il campo da possibili fraintendimenti. Il tanto sospirato “passo indietro” (invocato ormai in maniera bipartisan) non ci sarà, almeno non per scelta del presidente del Consiglio.

La distanza tra Alfano e Calderoli – Poco prima della diffusione della nota da parte di palazzo Chigi, a far sentire la sua voce era stato Angelino Alfano: “Non si pone alcun problema di dimissioni – aveva detto l’ex Guardasigilli – ma piuttosto quello di una riflessione da fare nei prossimi giorni sulla condotta politica da scegliere per favorire il più vasto concorso possibile di forze politiche e sociali“. Ma a mettere i bastoni tra le ruote potrebbe essere la Lega che, con Roberto Calderoli, ha ieri mandato un messaggio poco rassicurante al premier: “Governi tecnici, di coesione o come diavolo li si voglia chiamare, o peggio ancora maggioranze allargate – ha tagliato corto il ministro per la Semplificazione – sarebbero un colpo di Stato e i colpi di Stato si combattono con la rivoluzione“.

Maria Saporito