Governo: Sono 16 i deputati che possono fare la differenza

Abbiamo numeri risicati” avrebbe detto venerdì sera al premier uno sconsolato Denis Verdini.  Il gruppo dei ‘ribelli’ della maggioranza si allarga sempre di più e, stando alle dichiarazioni raccolte in Transatlantico, il numero degli onorevoli pronti a remare contro al premier sul voto di fiducia potrebbe arrivare fino a 40. Il Cavaliere, però, non si perde d’animo, se pur consapevole di perdere sempre più pezzi, anche tra i suoi fedelissimi, da buon Pastore tenterà di far redimere le pecorelle smarrite. Una per una. Persino un integerrimo della devozione come Stracquadanio, fautore del sito ‘predellino’, sta vivendo una crisi mistica. Esemplificative le sue parole: ”Come voterò in caso di fiducia a Berlusconi? Non lo so, la fiducia non è stata ancora posta…”.

I 16. Non c’è solo Stracquadanio, però, tra i neo dissidenti. Accanto a lui altri 15, tra cui Francesco Nucara, che ha appeso il voto di fiducia a un filo: ”Deciderò sulla base dei contenuti” -ha detto- ”Di fiducie a Berlusconi ne ho votate anche troppe”. Ma l’entourage di Berlusconi è fiducioso, è ancora recuperabile. Giancarlo Pittelli è uno dei firmatari della lettera dei sei ribelli dell‘Hotel Hassler, ha già lasciato il gruppo del Pdl e sulle sue intenzioni di voto risponde con un laconico ”valuterò volta per volta”. Fabio Gava, altro dissidente dell’Hotel Hassler, ha le idee chiare: ”Silvio capisca che ci vuole una nuova fase” e, sulla legge di stabilità, ha detto: ”Voterò i provvedimenti che ci chiede l’Europa solo se saranno sganciati dalla fiducia”. Roberto Antonione, invece, pare che sia stato sedotto da Casini che gli avrebbe promesso un allettante posto da ministro. ”Mai più voterò la fiducia” aveva detto il 2 novembre scorso. Gli irrecuperabili sarebbero tre: Versace, Sardelli, quest’ultimo sarebbe già stato contattato da Casini, e Mannino, mentre gli altri: Antonio Buonfiglio, Michele Pisacane, Giuliano Cazzola, Pippo Gianni, Francesco Stradella, Guglielmo Picchi hanno preferito limitarsi a dichiarazioni aleatorie, che tengono in piedi qualsiasi scenario. Giustina Destro (leader dei dissidenti) e Antonio Milo (corteggiato dall’Udc) invece sembrano risoluti nella richiesta di un ”nuovo governo”.

Francesca D’ettorre