Enrico Letta: Senza Berlusconi l’Italia può ripartire

Rigore e sviluppo: a proporre l’antitetica ricetta per contrastare la crisi è stato oggi il vice presidente del Pd, Enrico Letta, che in un’intervista a La Stampa ha dichiarato: “Senza Silvio Berlusconi la pressione internazionale sull’Italia diminuirebbe notevolmente”.

Due opzioni possibili – “La linea l’ha data Draghi: tagliando i tassi ci dice che non basta il rigore, ci vuole anche lo sviluppo. Questo sarà il nostro mantra insieme alla lotta dura all’evasione“. A dirlo è stato il dirigente del Pd, Enrico Letta, che sulle colonne del quotidiano torinese La Stampa ha oggi aperto alla doppia possibilità di tornare anticipatamente alle urne e di dare il via a un esecutivo alternativo. “Parliamo dell’agenda di un governo che succederà a Berlusconi – ha spiegato Letta – non sapendo se sarà un esecutivo di responsabilità nazionale in questa legislatura, oppure se sarà un governo che nascerà dalle urne: due schemi molto diversi – ha notato il democratico – perché nel primo caso l’emergenza è più pressante, nel secondo caso si parla di un progetto più legato al nostro dna, che stiamo mettendo a punto”.

Via il Cavaliere per abbassare la febbre – Ma sull’opportunità di far scorrere i titoli di coda sull’attuale governo, l’esponente del Pd non sembra avere alcun dubbio: “Sono convinto del fatto che il giorno in cui non ci sarà più Berlusconi a palazzo Chigi, con un governo Amato, Monti o Bersani – ha precisato Letta – cambierebbe il tipo di pressione internazionale sull’Italia: gli obiettivi condivisi sarebbero gli stessi, ma le modalità sarebbero lasciate all’autonomia di uno Stato che tornerebbe pienamente sovrano. L’Italia ha bisogno di abbassare la febbre, cioè lo spread che costa – ha concluso il numero due del Pd – raccogliendo energie per fare le riforme necessarie per gli obiettivi di lungo periodo e di sviluppo”.

Maria Saporito