Genova, alluvione del 1970. Dopo 40 anni nulla è cambiato


Alluvione ’70. Il 7 ed 8 ottobre 1970 Genova fu colpita da piogge molto intense. Caddero  900 mm d’acqua in 24 ore, corrispondenti al 90% della pioggia media annua. Strariparono i fiumi Polcevera, Leiro e Bisagno. Si contarono 35 morti, 8 dispersi, ed un ferito. Gli sfollati furono oltre 2000, ed i senzatetto più di 185. Frane e inondazioni causarono l’interruzione di due linee ferroviarie e di diverse strade. Ben 20 comuni delle provincie di Genova ed Alessandria furono colpiti dall’alluvione, ma i danni più gravi furono provocati nel capoluogo ligure. Qui la perdita economica fu stimata in 45 miliardi di lire. Enorme Il danno al patrimonio artistico, in particolare a diversi edifici di epoca medioevale che si trovavano a pian terreno. Un “esercito” di volontari,  molti dei quali erano gli stessi  intervenuti nell’alluvione di Firenze di 4 anni prima, aiutò Genova a risollevarsi dal disastro.

Voci dal passato. Ecco di seguito alcuni racconti dei superstiti raccolti dal Secolo XIX. «Calava già il buio. In via Tolemaide una donna affacciata alla finestra chiamava i pochi passanti indicando il tunnel verso via Archimede, allagato e ostruito dalle auto accatastate: “C’è qualcuno lì dentro, l’ho sentito gridare!”. Arrivò un militare con la mantella impermeabile, forse era un carabiniere, s’addentrò nell’intrico di lamiere, nell’acqua ancora alta. Venne fuori con un uomo esanime tra le braccia e l’adagiò con cura in terra. Poi si fermò sull’attenti e si toccò la fronte e il petto, come per segnarsi. “Ve l’avevo detto che c’era!”, singhiozzò la donna alla finestra. Poi lanciò in strada un lenzuolo: “Almeno copritelo, povera anima”. Quel morto è rimasto incancellabile nella mia memoria, si chiamava Segreti. (…) Dovunque una coltre di fango, alta trenta centimetri e più, intrisa d’olio ed idrocarburi, di tritumi d’ogni genere. L’alluvione era ancora presente negli scantinati dei palazzi, nei garage, nel piano inferiore d’un grande magazzino. Repellenti piscine piene di liquido sudicio, forse sepolcri ancora ignoti (…)». Oggi, purtroppo, gli stessi racconti. Son passati più di 40 anni, ma si assiste alle medesime, drammatiche scene, risultato di una politica fallimentare.

Giovanna Fraccalvieri