Genova: giornata di lutto cittadino, l’avviso beffa dopo l’alluvione

Giornata di lutto cittadino a Genova per commemorare le sei vittime dell’alluvione che il 4 novembre scorso ha messo in ginocchio la città ligure. Bandiere a mezz’asta, scuole chiuse e sopensione delle attività lavorative a mezzogiorno saranno il modo con il quale gli abitanti di Genova manifesteranno il proprio dolore per la tragica perdita dei loro concittadini; una partecipazione silenziosa con la quale si stringeranno attorno alle famiglie delle vittime.

Oggi i funerali – Si svolgeranno questa mattina, nella Chiesa di Santa Margherita, nel quartiere Marassi, e nella parrocchia di Nostra Signora della Guardia, a Quezzi, i funerali di Angela Chiaramonte, l’infermiera di 40 anni travolta dalla furia del Fereggiano, e quelli delle altre due vittime dell’alluvione, Serena Costa ed Evelina Pietranera. Saranno rimpatriate in Albania, invece, le salme di Shpresa Djala e delle figlie Gianissa e Gioia. Genova piange i suoi morti stamattina, mentre prova a rimettersi in piedi, con le scuole ancora chiuse ed il traffico che riprende a fatica a causa dei forti disagi causati dal nubifragio, soprattutto nelle zone maggiormente colpite dalla tragedia. Dopo le violente piogge dei giorni precedenti, durate anche per tutta la scorsa notte, stamattina gli abitanti del capoluogo ligure si sono svegliati con il sole, ma, fino alle 18 di stasera, permarrà lo stato di massima allerta.

La mail ‘beffa’ – Dure le contestazioni che sono state mosse al sindaco Marta Vincenzi a poche ore dall’alluvione che ha letteralmente devastato la città di Genova: prima fra tutte, l’accusa di aver diffuso un generico avviso di “allerta 2”, vago e poco chiaro, tanto da non consentire ai cittadini di rendersi conto per tempo di quale fosse la reale portata del disastro che stava per abbattersi sulla città. Gli abitanti di Genova hanno, inoltre, incolpato il Sindaco di non aver provveduto alla chiusura delle scuole, mettendo in pericolo la vita di migliaia di bambini e adolescenti. Accusa contro la quale il sindaco Vincenzi si è difeso replicando di aver inviato una comunicazione a tutte le sedi scolastiche , con la quale invitava presidi e docenti a trattenere gli alunni all’interno degli edifici fino a che il pericolo non fosse stato scongiurato. Peccato, però, che, secondo quanto afferma oggi il ‘Secolo XIX’, la mail per raccomandare alle scuole «di custodire gli alunni anche oltre il normale orario scolastico» sarebbe stata inviata solo alle 15.35, quando, ormai, l‘alluvione aveva già provocato la morte di sei persone. Una «comunicazione-beffa», come la definisce il quotidiano, che racconta della «guerra aperta» tra i presidi e il sindaco di Genova. Proprio ieri il Sindaco aveva ammesso la “responsabilità di tutti” ed anche di se stessa, nella gestione dell’emergenza: «avrò per sempre quei morti sulla coscienza» aveva detto, specificando, però, che era stato fatto tutto il possibile per evitare il disastro. Adesso non resterà che accertare le reali responsabilità, anche se, come spesso accade in Italia, per “invogliare” gli organi preposti a provvedere alle opere di ordinaria manutenzione, è necessario che, prima, qualcuno ci rimetta la vita.

Francesca Theodosiu