Berlusconi sale al Colle: Solo in confronto, niente dimissioni

Il voto della Camera – Il governo non ha più la maggioranza alla Camera, è ciò che si evince dal voto di oggi sul rendiconto generale dello Stato. Il provvedimento è infatti, passato con 308 voti favorevoli e 321 astenuti.
Il primo commento di Berlusconi al voto sul rendiconto generale dello Stato è di stupore: “Mi hanno tradito, ma questi dove vogliono andare?”, ha chiesto ad un gruppo di esponenti del Pdl riuniti attorno ai banchi del governo nell’emiciclo, leggendo i nomi degli undici che non hanno votato.

Il foglio del premier – I giornalisti sono riusciti a fotografare il foglio scritto da Berlusconi subito dopo il voto. Inizia con “308 (8 traditori), poi ribaltone, voto, prendo atto (rassegno le dimissioni), presidente della Repubblica, ultima soluzione, muoviamoci”.

Berlusconi al Colle – Il premier è poi salito al Colle, dove probabilmente prenderà la decisione fatidica, dimettersi o resistere. Fonti interne al Pdl, descrivono un premier amareggiato, ma con nessuna volontà di dimettersi, ma solo di aprire un confronto con il Capo dello Stato.
Berlusconi va dal Presidente della Repubblica a dimettersi? “Aspettiamo qualche minuto, al Quirinale decide cosa fare“, è stato il commento di Bossi dopo il vertice con Berlusconi.
Il Pdl fa quadrato per continuare a resistere: “C’è un modo ancora più evidente di verificare se c’è la maggioranza, e sono i voti di fiducia“, è quanto ha detto il Ministro Sacconi.
Oggi abbiamo approvato il Rendiconto e questo è un elemento importante, è evidente che la maggioranza è più debole ma è evidente anche che l’opposizione non ha i numeri alla Camera per sfiduciare il governo“, ha detto invece Maurizio Lupi secondo cui ora deve “entrare in campo la responsabilità della politica, dovere del presidente del Consiglio è verificare se c’è la possibilità di mantenere fede agli impegni presi con l’Europa. Se i dissidenti che oggi non hanno votato decidessero di non appoggiare in futuro la maggioranza l’unica strada sarebbe la soluzione spagnola: elezioni anticipate“.
La costituzione non richiede al governo di avere la maggioranza assoluta: per governare basta quella semplice“. Il ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, commenta così il voto sul rendiconto alla Camera.