NewNotizie intervista i Ridillo, pioneri del funk soul

In attività dal 1991, a maggio i Ridillo hanno lanciato il loro ultimo album, Playboys. Cosa porta un gruppo come loro a rifugiarsi nel Funky Soul, genere del quale sono diventati i veri pioneri in Italia, ce lo spiega Bengi, voce e chitarra del gruppo .

NewNotizie: Cosa spinge un uomo a rifugiarsi nel SOUL o nel FUNKY? Cosa racconta e chi è un Soul-Man?
Bengi: Il mio personale percorso musicale inizia da tutt’altra parte, negli anni ’80, quando cominciai a suonare: ascoltavo molto i Clash e dintorni, e suonavo in un gruppo che suonava quel tipo di musica; poi all’uscita del triplo album Sandinista rimasi folgorato dal tipo di sound che usciva da quel lavoro: dal jazz al rockabilly, dal dub al funky. Da quel momento iniziò una ricerca “all’indietro” passando da Prince, tornando a James Brown e ancora indietro ai classici della Motown.
Tornando alla domanda direi che il Funky Soul è la parte più solare della musica,che non ha niente a che vedere però con la musica troppo Pop leggera e nemmeno con la boriosa serietà del Rock. I testi parlano di amore e sesso, nel nostro caso abbiamo sempre cercato di sdrammatizzare e di trovare un linguaggio ironico per raccontare a modo nostro gli stessi temi degli americani, ma con riferimenti tutti nostri (vedi in Mangio Amore: La Lollo, La Loren e la Dolce Vita)

NN: 20 anni di carriera. Il più grande errore? La mossa meglio riuscita?
B: Pensando all’errore: dopo il secondo album Ridillove (con grandi passaggi radiofonici sia del primo sia del secondo album) la Best Sound e il produttore Franco Godi ci disse che la Polygram era intenzionata a farci fare un album di cover (rifacimento di brani funky coi testi in italiano), in quel periodo noi avevamo voglia di fare solo brani nostri e questo rifiuto rovinò un po’ i rapporti tra artista e casa discografica, dopo quasi 10 anni invece producemmo da soli “Soul assai brillante” il sesto album, proprio con brani americani e testi in italiano, ma senza la spinta di una multinazionale, forse è stato un errore non farlo subito.
Le mosse meglio riuscite sicuramente quelle di suonare come supporter al tour degli Earth Wind & Fire, e di James Brown, ci ha dato una credibilità internazionale, e altra mossa riuscita e importante per crescere è stato l’incontro con Gianni Morandi, nel 2004 scrissi un pezzo che entrò in un suo album, da lì lo spettacolo su canale 5 e il tour successivo per più di 100 date come musicisti nello show.
NN: Chi erano i RIDILLO e chi sono oggi i RIDILLO?
B: Direi che sostanzialmente sono la stessa cosa di 20 anni fa, con la stessa voglia di suonare musica cercando qualcosa di creativo, rimanendo Pop senza essere troppo commerciali o troppo costruiti. Dal vivo tutto questo è ancora più naturale, è anche per questo che siamo perennemente in tour ci piace impostare il concerto come una festa, la gente esce sorridente, e stiamo bene anche noi.
NN: Da questo ottavo lavoro dal titolo “PlayBoys” ecco in radio il singolo “Un Segreto”. Cosa è arrivato di nuovo e quale crescita vi ha regalato questo nuovo disco? Dopo tanti anni di onorata carriera, premi, grandi palchi e tour si può dire di avercela fatta? Manca ancora qualcosa?
B: Playboys è uscito prima dell’estate e la prima strategia per la presentazione è stata quella di non scegliere un singolo solo, ma di dare tutti i primi 5 brani dell’album, un po’ come si faceva quando nelle prime radio private arrivava l’ellepì e il Dj selezionava non solo un singolo, ma diversi brani in base al mood della giornata;  ebbene nonostante a molti speaker piacesse l’idea il risultato fu che i programmatori entrarono nel panico… nessuno ha più voglia di ascoltare e scegliere… Per questo motivo ora per l’autunno abbiamo dettato la direzione con il singolo UN SEGRETO che sembra uscito dagli studi Motown.Riguardo alle novità diciamo che abbiamo volutamente lasciato fuori le novità. Nel senso che ognuno di noi ha idee di produzioni diverse, (vedi i progetti di SHIFFERS, BENGI JUMPING, ZEROSOSPIRO) ma quando siamo sotto l’ombrello RIDILLO rimaniamo fedeli al nostro suono, alla nostra missione di fare Funky Soul all’italiana.
Cosa manca non lo so, e non so se si può dire di avercela fatta, è già buono pensare di poter vivere con la musica e in gran parte coi live dei Ridillo, e sapere che questo gruppo è il nome di riferimento italiano per questo genere. Quest’estate abbiamo girato una scena in un film con Gianni Morandi che uscirà nel 2012, chi lo sa che magari ci si apre la carriera di attori.

Mario Petillo