Berlusconi in crisi sulla stampa estera

In-credibile. Come commenta la stampa estera l’”uscita di scena” dal panorama politico italiano di Silvio Berlusconi? Dai quotidiani internazionali esce il ritratto di un uomo politico che ha perso la fiducia di tutti: elettori, alleati e partner internazionali. Un uomo il cui mandato è terminato in seguito alla particolare situazione economica che si sta vivendo a livello modiale, ma pur sempre prossimo alla fine della sua carriera come leader politico, per  la crisi di credibilità legata alla sua immagine. Crisi dovuta ai diversi procedimenti giudiziari in cui è stato ed è tuttora coinvolto, alle promesse elettorali non mantenute e alle numerose gaffes di cui si è reso protagonista.

La sconfitta. Così recita il New York Times :«il Primo Ministro Silvio Berlusconi in Italia, messo alle strette dai mercati mondiali e umiliato da una sconfitta parlamentare, si è impegnato a rassegnare le dimissioni». Secondo il quotidiano  americano, alla fine, non sono stai gli scandali sessulai, i processi per corruzione o la perdita di consenso popolare a decretare la fine di Berlusconi che, per 17 anni, ha dominato la vita politica italiana. Piuttosto, la caduta politica del Cavaliere, è stata determinata da una mancanza di fiducia da parte dei leader europei, che già da tempo avevano messo in dubbio la possibilità di una ripresa economica sotto il governo Berlusconi e che, ultimamente, temevano che le riforme promesse dal primo ministro italiano non sarebbero  state portate a termine a causa del graduale sfaldamento della sua coalizione politica.

Premio fedeltà. Su Le Monde, si legge che Berlusconi, dal suo rientro dal vertice del G20 di Cannes, sta cercando con ogni mezzo di convincere i membri della sua maggioranza a unire le forze con lui. Secondo il quotidiano francese un membro del PDL ha dichiarato che, dopo un colloquio con Berlusconi, il presidente del consiglio si è detto pronto a  ricompensare chi gli fosse rimasto fedele,  con “meritate posizioni” di governo.

Sfiducia. Drastico il commento del quotidiano spagnolo El Mundo: «è ormai chiaro che Silvio Berlusconi non è in grado di continuare a governare, avendo perso la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti (…) il voto, trasformato in una sorta di mozione di sfiducia su ‘Il Cavaliere’, ha rivelato che il primo ministro ha solo il sostegno di 308 deputati che hanno votato a favore, mentre quelli che hanno scelto di inviare un messaggio di punizione e astenersi sono 321»

“Schiaffeggiato” e abbandonato. In Germania, la Bild  parla di un «sonoro schiaffone» per il Presidente del Consiglio. Sul  quotidiano tedesco si legge che «Dopo settimane di stallo politico, sempre più seguaci si erano allontanati dall’uomo che è diventato un simbolo del debito in Italia e della crisi di fiducia». Secondo la Bild si “vocifera” che ora Berlusconi  temi soprattutto le conseguenze finanziarie per il suo impero mediatico, e la rimozione della sua immunità. 

Promesse. Più morbida la stampa britannica: «Berlusconi promette di dimettersi da presidente del Consiglio» titola il Times. Secondo il quotidiano, il Cavaliere «E’ la prima grande vittima della crisi dell’Eurozona». The Indipendent titola «Silvio Berlusconi si e’ impegnato a dimettersi. Il primo ministro italiano ha promesso stanotte di dimettersi dopo che il Parlamento italiano avrà approvato le riforme economiche chieste dall’Ue».

“La fine di un’epoca”. Sul sito della CNN,i giornalisti  Peter Wilkinson e Paul Armstrong, si domandano se sia arrivata “la fine di un’epoca”, riportando i momenti salienti della carriera di Berlusconi, dai primi successi imprenditoriali, all’entrata in politica, fino ad arrivare ai suoi problemi giudiziari. Non manca una breve carrellata sulle sue proverbiali gaffes, da ultima quella in cui, durante una intercettazione, il Cavaliere definisce l’Italia “un Paese di merda che lo ha disgustato”. Secondo i due giornalisti della CNN, a giudicare dalle recenti manifestazioni di protesta contro Berlusconi, molti italiani direbbero che i loro sentimenti sono del tutto reciproci.

Giovanna Fraccalvieri