Berlusconi in tv: Dopo di me, solo elezioni

A distanza ravvicinata dalla decisione più difficile (quella di annunciare le sue dimissioni), il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è ieri intervenuto telefonicamente all’edizione serale del Tg1 per spiegare agli italiani la sua versione dei fatti. A convincere il premier a fare il famoso “passo indietro” (o laterale) sarebbero state le cattive notizie giunte dai mercati, con lo spread svettato a livelli più che allarmanti. Da qui la decisione di accelerare sull’approvazione delle misure anti-crisi per poi “passare il cerino” al capo dello Stato.

Preoccupato dai mercati – “Il voto di oggi ha reso ancora più forte la mia preoccupazione sul nostro momento”. A dirlo ieri, in diretta telefonica con l’edizione delle ore 20,00 del Tg1, è stato Silvio Berlusconi. “Si tratta di una situazione che vede i mercati non ritenere che noi vogliamo veramente introdurre quelle riforme liberali che l’Europa ci ha chiesto con insistenza – ha continuato il Cavaliere – Il voto di oggi ha confermato come fosse difficile operare quotidianamente in Parlamento perché la nostra parte politica, a causa di queste defezioni, non ha una maggioranza”.

Stop con la fiducia – “La maggioranza probabilmente è sempre esistente se noi ponessimo la fiducia – ha subito aggiunto il presidente del Consiglio – ma non possiamo porre la fiducia su tutti i provvedimenti. Io ho quindi ritenuto che fosse necessario dare la priorità a queste preoccupazioni per la situazione del Paese e mi sono recato dal capo dello Stato presentandogli l’urgenza dell’approvazione delle misure che ci sono richieste dall’Europa“.

Elezioni all’orizzonte – E dopo? “Dopo le mie dimissioni – ha spiegato il premier – la fase che si apre è quella delle consultazioni da parte del capo dello Stato. Io prevedo che, data la situazione di questo Parlamento, non si possa andare alla formazione di nessun altro governo successivo al nostro, ma che invece si andrà a nuove elezioni. Noi dobbiamo ritornare dai cittadini – ha insistito Berlusconi – in una democrazia si fa così, non è assolutamente pensabile che possano assumere responsabilità di governo le forze che hanno perso le elezioni”.

Il dolore del tradimento – E interpellato, infine, sui “traditori” che gli hanno voltato le spalle in Aula: “Non ho provato soltanto sorpresa, ma anche molta tristezza e addirittura dolore in certi casi perché – ha precisato il premier – tutte le persone che hanno ritenuto di lasciare la nostra parte politica erano persone a cui ero legato anche personalmente da anni, erano tutte persone che avevano partecipato all’inizio di Forza Italia e con le quali avevo un rapporto non solo di collaborazione politica, ma anche – ha concluso – un rapporto umano di forte amicizia“.

Maria Saporito