Dimissioni Berlusconi: ecco chi ha “tradito” il Cavaliere

E’ già diventato lo sport del momento: gli 8 “traditori” cerchiati da Berlusconi su un foglietto, a conclusione della votazione di ieri alla Camera, sono diventati gli osservati speciali del Paese. I deputati più ricercati, “croce e delizia” di una legislatura che s’incammina verso la sua conclusione. In realtà i numeri che hanno segnato la debacle della maggioranza vanno oltre la cifra individuata dal premier, coinvolgendo personaggi insospettabili.

Chi ha “tradito” il Cavaliere? – Quando l’Aula si è svuotata, il premier ha voluto scorrere il registro delle votazioni per individuare i nomi di coloro che hanno scelto di non stargli più accanto e di non sostenerlo nel momento di massimo bisogno. A campeggiare sulla lista c’era Roberto Antonione, ex governatore del Friuli ed estensore della lettera vergata qualche giorno fa all’Hotel Hassler di Roma per chiedere un “passo indietro” al premier. La stessa firmata anche da Giustina Destro e Fabio Gava, scajolani doc, che hanno ieri definitivamente rotto l’incanto politico col Cavaliere.

Tutti verso il Gruppo Misto – A voltare le spalle al premier è stato anche Calogero Mannino (assente in Aula): l’ex Udc aveva aderito al Pid del ministro Romano per poi trovare riparo nel Gruppo Misto, dove si è “rifugiato” anche Giancarlo Pittelli, altro pidiellino scontento. Non solo: nella lista dei “giuda” il premier ha letto anche il nome di Luciano Sardelli (altro assente), animatore tra i più convinti del movimento responsabile, poi abbandonato per il Gruppo Misto. Per non parlare di Francesco Stagno D’Alcontres, il chirurgo plastico, berlusconiano della prima ora, che quest’estate ha lasciato il Pdl per il solito Gruppo Misto.

L’incidente Malgieri – E ancora: Santo Versace, lo stilista-politico in rotta con il governo (ha ribaltato l’accusa da “traditore” a  “tradito”) e Franco Stradella, berlusconiano convinto che ha però scelto di astenersi sulla votazione di ieri. A completare il quadro, Gennaro Malgieri, protagonista di un “incidente” increscioso. Lui ieri alla Camera c’era e avrebbe anche votato a favore della maggioranza, ma un’inpellenza lo ha costretto ad abbandonare l’Aula (per il bagno) proprio nel momento meno indicato. Il suo voto mancato, insieme a quello di Francesco Nucara, ricoverato in una clinica, e a quello di Alfonso Papa, agli arresti domiciliari, ha inferto il colpo mortale al governo Berlusconi.

Maria Saporito