Melania, la gelosia di Parolisi: Non le permetteva di aprire un profilo Facebook

Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito indagato per l’omicidio della moglie Melania Rea, trovata cadavere il 20 aprile scorso a Ripe di Civitella in provincia di Teramo, potrebbe aver agito perché soffocato dalla pressione data dal non sapere più gestire le reazioni della coniuge dopo che questa aveva scoperto la relazione clandestina che l’uomo portava avanti da due anni con l’ex allieva Ludovica Perrone. Questa è una delle ipotesi, forse la più caldeggiata, che gli inquirenti della Procura di Teramo hanno avanzato nel tentativo di ricostruire il movente dell’assassinio.
Nelle ultime ore si è diffusa un’indiscrezione un po’ curiosa che farebbe affidamento su una relazione dei carabinieri redatta a seguito di uno dei colloqui avuti con Immacolata Rosa, una delle amiche di Melania. Nel verbale si legge della presunta gelosia di Parolisi nei confronti della moglie, sentimento che lo avrebbe portato a proibirle di aprire un proprio profilo Facebook.

Gelosia? – Bisognerà capire se il desiderio di allontanare Melania dai social network fosse spinto da un reale sentimento di gelosia o se invece era il frutto di un intento ben preciso: quello di impedire alla moglie di venire a conoscenza dei dettagli con cui Parolisi conduceva e organizzava le proprie relazioni extraconiugali.
I carabinieri sulla vicenda scriverono: “La Rosa Immacolata nelle sue dichiarazioni sottolinea inoltre che il Parolisi Salvatore negli ultimi tempi era diventato molto geloso, al punto di non permetterle di aprire un suo profilo su Facebook. Alla luce di quanto sopra… si prega di voler valutare la possibilità di emettere un decreto di intercettazione di urgenza sulle utenze sottoelencate, in uso al sig. Parolisi Salvatore, marito della vittima, e Rosa Immacolata, amica intima della vittima, potendo ritenere che attraverso tali intercettazioni potrebbero essere acquisite fonti di prova per individuare l’autore dell’efferato delitto”.

S. O.