Governo Monti? Ok da Bersani e Casini, ma Di Pietro dice no

La nomina di Mario Monti a senatore a vita, ufficializzata ieri sera da Giorgio Napolitano? Una sorta di blindatura sul governo tecnico, con implicita investitura dell’ex commissario europeo a premier. La soluzione profilata dal capo dello Stato ha suscitato grande scompiglio, dando il “la” a movimenti tellurici destinati a destabilizzare ulteriormente i partiti della maggioranza e dell’opposizione. E se Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini hanno sostanzialmente benedetto l’opzione – intravedendo i margini di una loro diretta partecipazione al nuovo governo tecnico – Antonio Di Pietro ha, invece, categoricamente chiuso.

L’entusiasmo di Bersani… – E’ bastato davvero poco a far venir fuori le storiche divergenze all’interno dell’opposizione. L’ipotesi – sempre più accreditata – di un nuovo governo di matrice tecnica affidato al presidente della Bocconi ha, infatti, segnato una linea di demarcazione netta tra Pd e Udc da una parte e Idv dall’altra. “Si tratta di una nomina eccellente che arricchirà il Parlamento – ha commentato ieri Pier Luigi Bersani – Adesso diciamo governo di emergenza o di transizione per dare un volto credibile all’Europa e ai mercati – ha spiegato – Dopo si vede. Se non ci saranno le condizioni per un altro governo, che noi non intendiamo né di ribaltone né di aggiustamento con qualche transfuga, si vada a elezioni. Noi – ha sottolineato il leader del Pd – non abbiamo paura”.

…e di Casini – Sostanzialmente quanto sostenuto dal numero uno dei centristi, Pier Ferdinando Casini: “La nomina da parte del presidente della Repubblica di Mario Monti senatore a vita – ha detto – è una splendida notizia per tutti gli italiani. Certamente Mario Monti è l’emblema di quei cittadini meritevoli che onorano la Patria. Da oggi rafforzerà il prestigio del Parlamento in una fase difficile della nostra vita democratica”. E sulla possibilità che l’economista subentri a Silvio Berlusconi nella guida del Paese: “Mi sembra evidente – ha notato Casini – che ci vuole anche il sì di Berlusconi, se deve essere un armistizio devono siglarlo tutti”.

Il no secco di Di Pietro – Lontanissima la posizione di Antonio Di Pietro: “L’Idv dice no a questo governo tecnico – ha detto stamattina intervenendo alla trasmissione televisiva “La telefonata” di Maurizio Belpietro – non gli voteremo la fiducia e ne staremo fuori. Si paventa un governo che risponde al sistema bancario, al sistema finanziario e addirittura a quello della speculazione. Non è il sistema degli interessi dei cittadini italiani che non sono fatti dalle banche. Bisogna distinguere la realtà dalla disinformazione che è ormai in mano al sistema bancario e finanziario – ha evidenziato l’ex pm – Abbiamo creato Idv per difendere i deboli e bilanciare la legalità della politica. I ceti deboli non debbono essere usati come carne da macello per far quadrare i conti. È troppo facile dire che per raggiungere questo obiettivo si può colpire chiunque. Questa idea – ha concluso categorico Di Pietro – per me è inaccettabile”.

Maria Saporito