Unesco in deficit di bilancio

In crisi anche l’Unesco – Anche l’agenzia per la cultura dell’Onu deve fare i conti con la crisi economica che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo, tanto che ha rilevato un debito di bilancio pari a 65 milardi di euro. La situazione si è notevolmente aggravata con la sospensione dei fondi da parte degli Stati Uniti a partire dalla data del 31 ottobre, quando cioè l’organizzazione ha deliberato l’ammissione della Palestina come stato membro.

Blocco di tutti i programmi del 2011 – Il direttore generale in carica, Irina Bokova, ha stimato, insieme ai tecnici dell’organizzazione, che la sospensione di tutti i programmi servirà a risparmiare circa 35 milioni di dollari i quali verrebbero sommati ai 30milioni dei fondi di rotazione. La sua speranza è di poter riprendere le attività con il nuovo anno, auspicando anche una risoluzione positiva della presa di posizione degli Stati Uniti.

Chiudere l’anno in pareggio – In questo modo il denaro risparmiato andrebbe a coprire totalmente il deficit evidenziato permettendo entro fine anno la chiusura a zero dei conti dell’organizzazione. La Bokova ha fatto, suo malgrado, l’annuncio durante la conferenza generale dell’Unesco iniziata il 25 ottobre e che era stata sede della controversa decisione, pesantemente osteggiata dagli Stati Uniti e da Israele, tra gli altri, di permettere alla nazione palestinese di entrare nell’organizzazione mondiale contravvenendo agli accordi presi negli anni precedenti con gli Usa a tal proposito.

Marta Lock