Crisi, Van Rompuy: ”L’Italia ha bisogno di riforme, non di elezioni”

Il presidente del Consiglio dell’Unione Europea, Herman Van Rompuy, durante l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto universitario europeo di Firenze, ha espresso la sua approvazione nei confronti del ddl stabilità, cui il Senato ha dato il via libera proprio oggi. ”E’ un passo fondamentale” -ha commentato Van Rompuy. ”L’adozione della legge di stabilita’ -ha continuato- e’ un passo importante nella giusta direzione, perche’ contiene le misure che possono riportare l’Italia sul binario, quando saranno applicate, cominciando a riguadagnare la necessaria credibilità”. Il presidente del Consiglio dell’Ue si è mostrato ottimista e fiducioso nelle potenzialità italiane, purché vengano messe in atto: ”L’Italia -ha specificato- ha potenzialmente una performance economica alta, ma ha bisogno di sforzi enormi per sbloccarla in modo permanente e strutturale”. Non è una strada priva di ostacoli quella che dovrà intraprendere l’Italia, ma la catastrofe pare essere lontana dal ventaglio delle possibilità. Mercati permettendo.

Il capitolo elezioni. ”Questo Paese ha bisogno di riforme, non di elezioni”, si è espresso così Van Rompuy. In contrasto con quanti, all’interno della maggioranza e dell’opposizione, chiedono a gran voce le elezioni, rigettando l’idea di un governo di larghe intese, il politico belga sottolinea, invece, la necessità di avviare quelle riforme da troppo tempo rimandate e che hanno acquisito ogni diritto di precedenza, perfino a scapito delle elezioni. Van Rompuy ha specificato che convincere  l’opinione pubblica della ”necessità delle riforme economiche” richiede del tempo, bisogna che le ”economie più deboli” accettino di adottare ”le misure di austerità” e che ”le economie più forti” si convincano ad ”aiutare le altre”.

Eurozona. Van Rompuy ha chiarito che l’Eurozona non verrà ridotta ”ad un club più selettivo”. ”Sarebbe contrario alla lettera e allo spirito del patto politico europeo, incarnato nei trattati”, ha specificato. ”Non possiamo avere una moneta comune, una politica monetaria comune e poi lasciare tutto il resto ai singoli Stati. Eppure è quello che noi vediamo ogni giorno -è l’amara constatazione di Van Rompuy. ”Ci deve essere -ha infine esortato- una coerenza tra politica e istituzioni a livello europeo. Se fin dal lancio dell’euro avessimo avuto gli strumenti che abbiamo messo insieme strada facendo tra il 2010 e il 2011 non ci saremmo trovati, forse, con le tante difficoltá di oggi”.

Francesca D’ettorre