Di Pietro scivola sull’omofobia

Per bocciare la possibile formazione di un governo di “larghe intese” che va dal Pdl al Pd, il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha ieri fatto ricorso a una discutibile metafora: “Non possono stare insieme – ha tagliato corto l’ex togato – perché due maschi in camera da letto non fanno figli”. Una dichiarazione che ha fatto il paio con quanto detto la sera prima dall’ex pm nel salotto televisivo di Bruno Vespa, paragonando la paventata intesa tra centrodestra e centrosinistra a un “matrimonio tra uomini“. Dunque – a suo giudizio – contro natura. Tanto quanto basta a far infuriare i rappresentanti dei movimenti italiani che lottano contro l’omofobia, che hanno ottenuto da Di Pietro delle scuse tardive.

Di Pietro inciampa sulle unioni gay – Il governo tecnico guidato da Mario Monti e sostenuto da un’intesa parlamentare trasversale non piace affatto ad Antonio Di Pietro. Il leader dell’Idv, intervistato ieri da Maurizio Belpietro, è tornato a rimarcare l’impossibilità di indicare la “grande ammucchiata” come unica soluzione possibile perché: “Pd e Pdl dopo uno o due mesi – ha profetizzato l’ex pm – si accorgeranno che non possono stare insieme, visto che due maschi in camera da letto non fanno figli”. Uno scivolone vagamente omofobo che ha rimandato a quanto dichiarato la sera precedente a Porta a porta: “La nascita di un governo tecnico è un’assurdità – aveva scandito Di Pietro – perché presuporrebbe un matrimonio tra uomini“.

La stoccata di Equality – Le parole del vulcanico parlamentare hanno fatto infuriare l’Arcigay ed Equality Italia, da sempre impegnati a sostenere i diritti delle comunità gay e transgender. “Nel giro di nemmeno dodici ore – ha notato Aurelio Mancuso, responsabile di Equality Italia Antonio Di Pietro è riuscito ad insultare le persone omosessuali. Il messaggio lanciato dal leader politico sembra assai chiaro: l’accordo tra le più importanti forze politiche è innaturale come l’unione tra due uomini. Non c’è molto da dire, se non che appena il clima politico si surriscalda emergono i pensieri più triviali e arcaici di leader, che hanno bisogno di offendere a turno i gay, gli ebrei, i neri, gli zingari, i disabili e così via, incapaci di rispettare le cittadine e i cittadini italiani”.

Ombre su Di Pietro – “Queste affermazioni – ha rincarato Paolo Patanè, presidente di Arcigay – identifica uno di quei casi in cui la comunicazione pubblica determina conseguenze, comporta responsabilità e pone interrogativi sulla sincerità ed autenticità di un percorso politico sul tema dei diritti civili ed in particolare delle persone gay, lesbiche e transessuali. Penso che sia davvero molto spiacevole e preoccupante – ha notato Patanè – l’affermazione dell’onorevole Di Pietro, perché allunga un’ombra sul suo pensiero profondo. Su questi temi non è possibile sbagliare”.

Le scuse dell’ex pm – E a “bacchettare” Di Pietro è stata anche la deputata democratica Paola Concia: “Mi inquieta – ha detto – che un grande dirigente di partito usi metafore del genere e dica, sostanzialmente, che il matrimonio tra gay è innaturale, come lo sarebbe un’alleanza tra Pd e Pdl. Questa è un’immagine omofoba e, a questo punto, mi chiedo cosa pensi realmente Di Pietro”. All’ex pm di Mani pulite non è rimasto altro che imbastire delle tardive scuse: “Chiedo pubblicamente profondamente scusa alla comunità gay e transgender – ha dichiarato ieri – per la mia battuta assolutamente infelice ma involontaria, da loro considerata denigratoria. E’ mia intenzione incontrare l’Arcigay al più presto”.

Maria Saporito