Frattini e Vendola: la strana coppia che sostiene il governo Monti

Nel clima di generale confusione, segnato da una sola certezza – le imminenti dimissioni di Silvio Berlusconi – a caldeggiare l’ipotesi di un  governo di transizione, capace di traghettare il Paese fuori dalla burrasca finanziaria, può essere anche una coppia inedita della politica nazionale come quella formata da Nichi Vendola e Franco Frattini. Il governatore della Puglia e il ministro degli Esteri hanno sostanzialmente promosso la possibilità di un governo tecnico retto da Mario Monti, adducendo ognuno motivazioni diverse. Ma comunque convergenti.

Credibilità da garantire – “Sarei prudente nell’invocare un ricorso immediato alle urne, precipitando il Paese in tre mesi di campagna elettorale con lo spread che vola e il nostro indebitamento che sale. Per salvare l’Italia servono credibilità e responsabilità e Mario Monti ha una caratura internazionale che nessuno può disconoscere. Con lui a Bruxelles ho lavorato molto bene”. A dichiararlo è stato ieri Franco Frattini, animatore della frangia “possibilista” del Pdl, costituita da coloro che non chiudono categoricamente all’avvio di un governo a tempo, di responsabilità nazionale. Il ministro degli Esteri sembra orientato a promozionare la via che conduce alla premiership dell’ex commissario europeo, considerato unico garante credibile al cospetto dei mercati.

Anche Nichi apre a Monti – Ma a destare sorpresa non è stata tanto l’apertura di Frattini (allo stimato economista italiano), quanto quella ribadita oggi da Nichi Vendola nelle colonne di Repubblica. “Ci viene detto che urge fare una manovra per dare una risposta all’Europa e al mondo – ha notato il governatore della Puglia – e noi diciamo va bene, si faccia in un tempo ristretto un intervento di riforma della struttura della ricchezza, si facciano scelte drastiche in termini di tassazione patrimoniale e tassazione delle rendite, si abbattano tutte le spese militari. Poi però – ha precisato Vendola – si vada al voto perché per fare queste cose bastano poche settimane”. Una convinzione che il numero uno di Sel ha rimarcato poco dopo, forse per allontanare da sè le ombre allungate da chi considera il suo sostegno al governo Monti a dir poco improbabile. “Dopo questo passaggio ci sono solo le elezioni anticipate”, ha ribadito Vendola, che ha aggiunto: “Dentro questo Parlamento ci sono troppe infezioni”.

Maria Saporito