“Mi scappa da ridere” con Michelle Hunziker – Recensione spettacolo

È tornata a calcare il palco del Teatro Sistina di Roma, dopo qualche anno di assenza dallo stesso, Michelle Hunziker, che con il suo strabiliante spettacolo dal titolo “Mi scappa da ridere” ha conquistato tutta la sala, che, per l’occasione della prima romana, era gremita fino all’ultima poltrona.

Parola d’ordine della serata: la risata. Quella della protagonista dello spettacolo e quella del pubblico, contagiato ma soprattutto affascinato da una donna che ha fatto della sua autoironia e in maniera particolare del suo modo di ridere e sorridere non solo una sua prorompente caratteristica, ma un vero e proprio mezzo di comunicazione.

Lo spettatore è trasportato in una favola, la favola della vita di Michelle Hunziker; un mondo inatteso di aneddoti sorprendenti che fondono la sua vita reale – la sua infanzia in Svizzera e sulla costa romagnola, i suoi primi amori, la grande storia d’amore, il suo essere genitore – assieme con la fantasia e l’immaginazione. Il tutto sempre ben condito da una dose massiccia di risate. Ne viene fuori un “One Woman Show” scoppiettante e brioso, dove la protagonista mette in gioco tutta se stessa, con l’autoironia che la contraddistingue sempre. Energica, frizzante, divertente, la poliedrica Michelle Hunziker sul palco intrattiene, balla, canta. Mostra di sé ogni suo lato: dal lato B di Roberta, suo esordio a solo 17 anni, ad uno più intimista. Scherza con la sua stessa immagine in un dialogo fittizio tra lei sul palco e la Michelle Hunziker invecchiata e un po’ rincitrullita, o con quella ritoccata chirurgicamente che esplode perché, troppo tirata col botulino, non riesce neanche più a sorridere.

Con l’umorismo che attraversa tutto lo spettacolo, Michelle fotografa le vicende che ogni donna si trova a vivere ogni giorno, in cui ognuno si può rispecchiare, come quelle legate alla maternità e alle difficoltà dei genitori che, seppur moderni, non riescono spesso a comunicare con i propri figli.

Una lieve commozione l’attraversa quando giunge al momento di parlare del suo matrimonio. Parla della sua storia con il ragazzo italiano di periferia che le aveva rubato il cuore fin da bambina e con il quale ha avuto una splendida figlia, oramai adolescente. L’applauso  caloroso e scrosciante del pubblico in sala è arrivato quando, quasi sottovoce, ha canticchiato il ritornello della canzone “L’Aurora”. Poi lo spettacolo è ripreso con la solita verve.

Uno spettacolo unico ed originale, reso tale, oltre che dalla bravura della protagonista, anche dall’impianto visivo di grande fascino e novità. Una scenografia ricca di ledwall ed ologrammi, usati come parte integrante ed interattiva della narrazione della favola di Michelle, ha portato sul palco, a volte dal vivo, altre in maniera virtuale, un corpo di ballo e un’orchestra sorprendente, ma soprattutto un intrigante personaggio, spesso dissacrante e critico, di nome Trufolo (il pupazzo di pezza d’infanzia). A metà tra il Grillo Parlante di Pinocchio e lo Stregatto di Alice nel Paese delle meraviglie, Trufolo, impersonato da Michele Foresta, alias Mister Forest, ha accompagnato virtualmente la protagonista in ogni suo passo, a volte consigliandola, a volte deridendola, ingaggiando con lei botta e risposta veloci e divertenti.

Lo spettacolo, che resterà al Teatro Sistina fino al 20 novembre, è prodotto da Bibi Ballandi, scritto da Riccardo Cassini, Francesco Freyrie, Piero Guerrera con la stessa Michelle Hunziker e Giampiero Solari, con le musiche di Leonardo De Amicis e le coreografie di Bill Goodson.

Maria Rosa Tamborrino