Pdl mai senza Lega. Scatta l’ipotesi governo Dini

Restiamo uniti – Il Premier Silvio Berlusconi ha riunito ieri a Palazzo Madama tutti i senatori del Pdl per fare il punto della situazione sulla crisi di governo e soprattutto per capire se il partito al Senato è ancora compatto.  Il Cavaliere, incitando i suoi col motto “Dobbiamo rimanere uniti”, mira a ricompattare almeno il gruppo Pdl al Senato, dove il centrodestra potrebbe avere un buon margine di maggioranza, tale da permettere di ipotizzare un nuovo esecutivo senza troppi cambiamenti, fatta eccezione per il ministro dell’Economia che dovrebbe essere sostituito. I senatori del Popolo della Libertà si dividono tra chi punta al voto anticipato, in particolare sono gli ex di An a voler chiamare il popolo alle urne anticipate, e chi invece spinge per un governo di emergenza che risani la situazione italiana, senza troppi cambiamenti fra poltrona e poltrona.

“Mai senza la Lega” – Spaccato è il Pdl anche sulla prospettiva del governo Monti, tanto che dalla riunione dei senatori del Popolo della Libertà assieme al Premier e al segretario politico del partito, Angelino Alfano, a Palazzo Madama, esce l’ipotesi di proporre al posto di Monti un candidato Pdl al governo, in modo da non rompere il rapporto con la Lega che è contraria al governo tecnico con a capo il presidente dell’Università Bocconi e vorrebbe il voto subito. Il nome che è venuto fuori dall’incontro è quello di Lamberto Dini , che assicurerebbe a Berlusconi e ai suoi la tenuta dell’asse del Nord con il Carroccio, convincendo in questo modo il partito del Senatur a rimanere al fianco del Pdl in un governo di emergenza e a non schierarsi nelle fila dell’opposizione.

Berlusconi e i traditori – “È incredibile l’irriconoscenza di tanti, dopo quello che abbiamo fatto per loro” – è così che il Premier Silvio Berlusconi si sfoga con coloro che gli sono rimasti ancora fedeli, facendo chiaro riferimento all’ammutinamento da parte di Gabriella Carlucci, passata tra le schiere dell’Udc di Casini, ma soprattutto dalla scelta di Roberto Antonione, che sembra quella che maggiormente ha amareggiato il Capo del Governo. “Non solo gli ho fatto fare il coordinatore di Forza Italia e gli ho tenuto a battesimo il figlio, ma l’ho sostenuto quando era dato per perdente. Alla fine invece ha tradito. E lo stesso si potrebbe dire per tanti”.

Maria Rosa Tamborrino