Servizio Pubblico: è andata in onda la seconda puntata

Servizio Pubblico – “Avete improvvisamente fatto nascere una nuova televisione.”, ha detto Michele Santoro rivolgendosi ai propri telespettatori, gli stessi che hanno finanziato Servizio Pubblico, gli stessi che, magari, lo guardano con il computer appoggiato sulle ginocchia. L’ex conduttore di Annozero ha iniziato la propria neonata trasmissione mandando in onda il video di uno zelante Roberto Benigni che fa dell’ironia circa la situazione italiana di fronte al Parlamento Europeo. Appare subito, all’inizio del programma, un Vauro incappucciato, che si proclama Padre indignato della santa indignazione, e che saluta Santoro con un laconico “Ti benedico e maledico chi tu sai”.

Il decisivo Messora – Sempre pertinente e puntuale, Marco Travaglio ed i suoi sagaci “smascheramenti” delle dinamiche politiche ed economiche del Bel Paese hanno seguito Vauro. Gianfranco Fini è il primo dei due grandi ospiti di questa seconda puntata di Servizio Pubblico; il secondo è Vittorio Feltri.  Di Governo tecnico s’è molto parlato nel corso della puntata: un intervento particolarmente suggestivo di Claudio Messora è riuscito a far cambiare idea al pubblico a casa, che interagisce con la trasmissione tramite vari social network. Se prima del suo discorso su Monti quest’ultimo non era visto di cattivo occhio dai telespettatori, dopo qualche appunto di Messora, che non auspica particolarmente un governo Monti né gradisce il Senatore, c’è stato un cambio di tendenza.

Violenza: dagli operai a Genova – Nel corso della puntata, dopo le interviste, sono stati affrontati argomenti duri e difficili da digerire, come quello della violenza. Sono stati chiamati all’appello degli operai, e c’è stato modo di udire parole forti, parole che si sono legate anche a recenti fatti di cronaca. Per quanto riguarda Genova, sono andate in onda immagini strazianti, di persone disperate e completamente soggiogate dalla tragedia. Nessuna traccia di politici, a Genova: questo è ciò che hanno asserito i cittadini intervistati. Sulla catastrofe che ha di recente colpito la città di De Andrè si è a lungo parlato, sottolineando anche il ruolo carente dello Stato che in certi casi dovrebbe saper prevenire la tragedia.

Debito pubblico e Cavaliere – Anche di debito pubblico s’è parlato, soprattutto insieme a Gianni Dragoni, che ha sottolineato il modo in cui le banche si siano sentite indebolite a causa della sua crescita. Bersani è stato intervistato, e ha detto che “Berlusconi scende da cavallo perche ha fallito e perché noi l’abbiamo fatto scendere.”. Travaglio, dal canto suo, ci ha tenuto a specificare come non sia propriamente stato il PD a far scendere il cavaliere dal suo destriero, un destriero vecchio diciassette anni. Favorevole al governo tecnico, Bersani si pone in antitesi rispetto a La Russa, che invece asserisce in un’intervista che a suo parere sarebbe meglio andare alle urne. La puntata s’è conclusa con le vignette satiriche di Vauro, che ha mostrato al pubblico in studio e a casa anche la copertina della sua rivista Il Male, che vede un Berlusconi particolarmente invecchiato asserire che “Ancora ci sono e già vi manco”.

Martina Cesaretti