Servizio Pubblico: Feltri e la “rivoluzione liberale”

Servizio Pubblico, Feltri – Il secondo ospite in studio della puntata di questa settimana  di Servizio Pubblico è stato Vittorio Feltri, che s’è detto imbarazzato nello stare sulla sedia dove sedeva prima Gianfranco Fini. “Speriamo che non abbia staccato una gamba”, ha scherzato il giornalista, che ha affrontato con decisione un’intervista su argomenti forti e caldi: come poteva, d’altronde, essere altrimenti? L’Italia sta vivendo un periodo decisivo, e interpellare a proposito un giornalista, che per mestiere dovrebbe essere uno smascheratore della verità ad ogni costo, dovrebbe essere quantomeno costruttivo.

La “rivoluzione liberale” – C’è da dire che Vittorio Feltri s’è stranamente trovato d’accordo almeno su un punto con Marco Travaglio, che sedeva di fronte a lui. Quando il giornalista del Fatto Quotidiano ha sottolineato il fatto che la rivoluzione liberale di cui tanto parlava diciassette anni orsono il quasi-non-più Presidente del Consiglio non si sia mai verificata, Feltri ha dovuto convenire che “di liberale non è stato fatto un bel niente”. Colpa di Berlusconi? Pare di no: con un Ministro dell’ economia socialista, l’editorialista del Giornale non vede come avrebbe potuto il Premier effettuare la tanto sospirata rivoluzione di cui sopra. Che dire del possibile governo Monti? “Per il momento lo appoggio”, ha asserito Feltri.

M.C.