Servizio Pubblico: Fini a favore della patrimoniale e contro i privilegi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:10

Servizio Pubblico, Fini – Si sente spesso fare dell’ironia circa i recenti trascorsi politici di Gianfranco Fini, che da molti s’è sentito chiamare con l’appellativo tipicamente bolscevico di “compagno”. Ebbene, che non si lamenti se poi lui è il primo ad auspicare la patrimoniale ed a dire che se bisogna dire agli italiani di tirare la cinghia si deve partire da chi ha di più. Non che un’affermazione del genere debba necessariamente essere di sinistra: un sano liberalismo l’accetterebbe, forse, per mero buonsenso. Il punto è che sul liberalismo di Fini sono in molti ad avere dubbi, dubbi che hanno radici profonde nel passato del politico, che per forza di cose finisce per diventare un elemento discriminante anche per tutti coloro che non si sottomettono ciecamente alla presunta verità proferita dal detto che sostiene che chi nasce tondo non possa, poi, morire quadrato.

Un periodo eccezionale – Che pensa Gianfranco Fini di Mario Monti? Presso il programma Servizio Pubblico, il politico lo ha definito “affidabile e sopra le parti”.  L’esponente del FLI ha parlato di un periodo “eccezionale, eccezionale per gravità”, ed ha asserito che “dobbiamo girare pagina, fronteggiare l’emergenza e farlo con equità”. Ad una domanda finale sul berlusconismo che potrebbe tardare ad andarsene, il politico ha risposto con un’affermazione quantomeno eloquente “È finito il governo Berlusconi. Accontentiamoci.”, ed ha riscosso anche un discreto numero d’applausi. Da un Fini che s’è schierato contro i privilegi ed a favore della patrimoniale, s’è passati ad un decisamente meno morbido Vittorio Feltri.

Martina Cesaretti