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Film Rai a prezzi maggiorati: si apre l’inchiesta

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Rai, inchiesta – L’accusa è di aver venduto alla Rai alcuni film a prezzi gonfiati, con lo scopo di evadere le imposte. I costi lievitavano per mano delle società mediatrici che, in questo modo, emettevano delle fatture false. Ciò che ci si chiede è come è possibile che i dirigenti Rai autorizzavano i pagamenti presi in considerazione, in un periodo di tempo che va dal 2003 ad oggi.

I prezzi lievitati – Proprio due giorni fa la guardia di finanza ha occupato gli uffici dell’Azienda di Stato, sequestrando una serie di contratti delle società Rai Cinema e Rai Spa, del valore di decine di milioni di euro. In tribunale, saranno gli stessi pm che si sono occupati dell’ indagine sui diritti tv pagati da Mediatrade a occuparsi della faccenda, giudicando la gravità dei reati, dall’ evasione fiscale al falso in atto pubblico. Le spese dell’azienda sembrano troppo elevate e questo ha innescato il sospetto che anche in Viale Mazzini sia stato utilizzato il «metodo Agrama». Il termine nasce dall’omonimo creatore, Mohamed Farouk Agrama, un egiziano di Los Angeles che non fa altro che comperare per conto di terzi.  Dopo aver esaminato tutti i documenti, è probabile che Flavio Cattaneo, Alfredo Meocci, Claudio Cappon e Mauro Masi, in qualità di direttori generali della Rai succedutisi negli anni, siano chiamati a testimoniare. Solo in seguito a verifiche, i magistrati valuteranno se occorrerà o meno iscriverli nel registro degli indagati.

Valentina Aiuto