Siria, Lega Araba tentata dall’esclusione di Damasco

La Lega Araba, l’organizzazione politica che riunisce molti stati africani e mediorientale, sarebbe tentata dalla sospensione dal proprio ruolo della Siria, come risposta alle azioni messe in atto dal governo di Damasco per fronteggiare le rivolte sociali che da molti mesi, ormai, vanno avanti nonostante la feroce repressione decisa dal presidente Bashad al-Asad.
La decisione potrebbe essere presa, stando a quanto riportato dall’emittente araba Al Arabiya, già oggi a Il Cairo, la capitale dell’Egitto che ospita la sede della stessa Lega Araba. Nelle prossime ore, infatti, avrà luogo un summit a cui parteciperanno i ministri degli Esteri dei paesi appartenenti all’organizzazione.

Esilio – Appena venerdì scorso, poco prima delle consuete preghiere, si è verificata l’ultima carneficina con decine di manifestanti uccisi dalle forze di sicurezza siriane. In quell’occasione, diverse perdite sono state registrate anche tra i militari.
Tra i vicini della Siria, infine, non sarebbero pochi quelli ad aver silenziosamente dato la propria disponibilità ad accogliere Bashad nel caso in cui il presidente accettasse di lasciare il potere, rifugiandosi all’estero.
La sensazione che la parabola dell’attuale presidente possa concludersi a breve pare essere diffusa. Negli scorsi giorni, Jeffrey Feltman, esponente del Segretariato di Stato americano a un gruppo del Senato, ha dichiarato: “Quasi tutti i leader arabi e i ministri degli Esteri con cui ho parlato dicono la stessa cosa: il regime di Assad sta per finire. E’ inevitabile”.

Nella foto: la mappa dei paesi aderenti alla Lega Araba.

Simone Olivelli