Home Spettacolo Musica 12/11/2011: NewNotizie al concerto di Mark Knopfler e Bob Dylan a Roma

12/11/2011: NewNotizie al concerto di Mark Knopfler e Bob Dylan a Roma

Knopfler, Dylan, Roma – Chi non è nuovo all’interno del magico mondo dei concerti, sa bene che determinati eventi iniziano, anche per motivi semplicemente legati ad una questione d’atteggiamento ed abitudine, sempre in ritardo. Stavolta Mark Knopfler ha deciso di salire sul palco in orario quasi perfetto, quasi come una donna talmente bella che non ha bisogno di far attendere lo spasimante sotto casa per farsi desiderare di più.

Mark Knopfler – Pochi minuti dopo le nove “What it is” ha iniziato a coccolare le orecchie dei presenti, che hanno cantato assieme all’ex componente dei Dire Straits. La puntualità di Mark Knopfler non è stato l’unico “particolare felicemente anomalo” della serata. Ci sono stati momenti, durante il concerto, in cui la gente invitava le persone vicino a sé al silenzio pur d’ascoltare le sottigliezze stilistiche ed i virtuosismi meno prepotenti del grande chitarrista e dei suoi egregi musicisti. Fra pezzi come “Sailing to Philadelphia” e “Song for Sonny Liston” si è giunti fino a “Marbletown”, che ha probabilmente costituito il momento più alto dell’esibizione di Knopfler e dei suoi. “So far away”, accolta da grida e applausi forsennati, ha concluso la prima parte del concerto. Alle ventidue e trentacinque circa sul palco è salito un uomo vestito di scuro e con un cappello appariscente. Mentre suonava sorrideva, ed era una bellezza anche semplicemente stare a guardarlo. Pensare, fra sé e sé, che si trattava di Bob Dylan era quantomeno destabilizzante. E’ come trovarsi di fronte Napoleone: Bob Dylan è un pezzo di storia, averlo davanti agli occhi innesca all’interno di chi lo guarda una sorta di fraterno sentimento di gratitudine, a tratti quasi reverenziale.

Bob Dylan – All’inizio, insieme allo storico Bob, c’è stato Knopfler, sul palco. Qualcosa è esploso, nel pubblico, quando Dylan ha iniziato ad accennare il secondo brano; a Firenze ed a Padova il cantautore non aveva suonato “Don’t think twice, it’s all right”: a Roma l’ha fatto eccome. “Spirit on the water”, “Honest with me”, “The Lonesome Death of Hattie Carrol”, “Desolation Row”…Dylan non avrebbe potuto festeggiare i propri splendidi settant’anni meglio di così. Come s’è concluso il concerto? Con “Like a Rolling Stone” seguita da “Blowing in the wind”, e con un enorme abbraccio spirituale che il pubblico ha rivolto a quell’uomo dal sorriso grato e dalla voce ormai stridula, che non ha mai smesso di fare poesia anche semplicemente guardandosi intorno.

M.C.