Stati Uniti, arrivano gli indignati: scontri con la polizia in quattro città

Indignati a stelle e strisce.
Il movimento degli ‘indignados’, che inizia a far discutere sulla propria spontaneità che avrebbe portato a un mero effetto di emulazione in più parti del mondo oppure su un’ipotetica regia comune che, in qualche modo, avrebbe stimolato l’insorgere delle manifestazioni di protesta, arriva anche negli Stati Uniti e inizia subito a far discutere.
Una nota dell’agenzia Ansa, tuttavia, pone l’accento sui disagi che gli accampamenti dei manifestanti starebbero portando all’economia delle zone interessate.
A New York sarebbe emerso un problema pulizia “che sta mettendo in ginocchio i commercianti del distretto finanziario di New York nei pressi di Zuccotti Park, il quartier generale di ‘Occupy Wall Street’”.
Inoltre, l’amministrazione della città avrebbe stimato che “le proteste, che innescano la fuga dei clienti, sono finora costate 500.000 dollari, ovvero 9.000 dollari al giorno”.
Un ristoratore di Wall Street, che ha scelto di rimanere anonimo, ha dichiarato: “Non ne possiamo più. La maggior parte dei miei clienti comprava il cibo e andava a mangiare nel parco, ora è un disastro”.

Scontri – Tuttavia, a destare preoccupazione sono stati anche gli scontri, tra manifestanti e forze dell’ordine, che hanno avuto luogo in quattro città americane tra cui Salt Lake City e San Francisco, dove un agente è stato ferito a una mano da una ragazza che impugnava una lametta.
Al momento nessuno dei fermati sarebbe stato arrestato.

Simon Olivelli