Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Lega all’opposizione: Bossi dice no alla grande ammucchiata

Lega all’opposizione: Bossi dice no alla grande ammucchiata

Il nuovo governo targato Mario Monti avrà un solo partito all’opposizione: la Lega Nord. La notizia, più volte confermata dai leghisti nel corso degli ultimi giorni, è stata ufficializzata ieri da un elegantissimo Umberto Bossi, a conclusione del colloquio avuto con Giorgio Napolitano. “Sarà un’ammucchiata enorme – ha scandito il Senatur riferendosi al nuovo esecutivo sostenuto da quasi tutto l’emiciclo – Noi non diamo mandati in bianco”. E poco dopo, a rivendicare con orgoglio la scelta fatta è stato anche Roberto Maroni: “Andare all’opposizione – ha notato l’ex ministro dell’Interno – è un vero e proprio balsamo”.

Spiragli dal Senatur – “Per ora il governo Berlusconi ha chiuso. In futuro però può capitare di tutto”. A lasciare uno spiraglio aperto è stato ieri il leader del Carroccio, Umberto Bossi, che – dopo aver detto no al governo tecnico di Monti, ponendo così fine all’alleanza cementata col Pdl – ha però prefigurato la possibilità di ricostruire in futuro l’asse con il Cavaliere.

No all’ammucchiata – “Certo adesso sarà un’ammucchiata enorme e i voti li avranno – ha constatato davanti ai giornalisti il Senatur –  Non hanno bisogno di noi e noi non diamo mandati in bianco. Avremmo almeno voluto conoscere il programma. Comunque adesso abbiamo detto di no al governo Monti, ma poi – ha precisato Umberto Bossi – decideremo di volta in volta”.

L’opposizione è un balsamo – E a rimarcare la linea del partito è stato ieri anche Roberto Maroni: “Andare all’opposizione è un balsamo – ha dichiarato l’ex ministro in un’intervista a Sky Tg24 – allontana tentazioni ed inciuci”. E sulla possibilità che il nuovo esecutivo riesca a traghettare il Paese fuori dalla crisi: “Sono piuttosto scettico che questa eterogenea maggioranza possa reggere a provvedimenti molto duri – ha tagliato corto il leghista – Avrà difficoltà ad approvare le misure decise dai tecnici”. E ancora: “La politica che viene commissariata da un governo tecnico – ha spiegato Maroni – deve tornare a svolgere il suo ruolo, altrimenti non è democrazia”.

Nuove pagine da scrivere – Interpellato, infine, sulla fine dell’alleanza col Pdl: “L’accordo Lega-centrodestra in 17 anni ha avuto momenti esaltanti – ha osservato l’ex responsabile degli affari interni – ma credo che si stia per chiudere una fase. C’è la prospettiva di continuare su nuove basi ma adesso si apre una pagina bianca, si gira pagina e si deve cominciare a scrivere. Almeno a Roma – ha ribadito Maroni – il Pdl è in maggioranza e la Lega è all’opposizione. Non possiamo fare vinta che ciò non sia avvenuto”

Maria Saporito