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Vendola: Berlusconi fatto fuori dai mercati

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Il leader di Sel, Nichi Vendola, non sembra del tutto convinto della soluzione indicata da Giorgio Napolitano per uscire dalla crisi. Intervistato ieri dall’Unità, il governatore della Puglia ha, infatti, messo in guardia  dalle “soluzioni extrapolitiche”, pur aprendo a un governo all’insegna della discontinuità.  E sul “passo indietro” del Cavaliere: “E’ un’uscita da palazzo Chigi, non un’uscita di scena – ha avvertito Vendola – Il berlusconismo è ancora una minaccia incombente”.

Berlusconi non molla – Ancora prima che Silvio Berlusconi confezionasse quel videomessaggio in cui ha voluto sgomberare il campo da ogni possibile fraintendimento (Non lascio, ha sostanzialmente detto l’ex premier, anzi raddoppio il mio impegno nelle istituzioni), Nichi Vendola aveva già capito tutto. “Berlusconi esce da Palazzo Chigi ma il berlusconismo è saldamente insediato nelle istituzioni e nel potere – ha spiegato ieri all’Unità – Il berlusconismo è ancora una minaccia incombente sulla vita del Paese”.

Le banche licenziano il Cav – “E’ un’uscita da palazzo Chigi, non un’uscita di scena – ha ribadito per evitare l’insorgere di possibili illusioni – Il Cavaliere viene messo alla porta da banche e mercati, e non dalle opposizioni. E’ il liberismo che si libera dal populismo“. Una diagnosi che sembra sbugiardare quanto detto dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che si è invece gloriato di aver determinato, con la sua azione politica, la caduta dell’ex presidente del Consiglio.

Possibile suicidio della politica – Quanto all’incarico affidato da Giorgio Napolitano a Mario Monti per allontanare lo spettro della bancarotta: “Mi inquieta la ricerca di soluzioni extrapolitiche – ha detto Vendola – C’è il rischio di un suicidio della politica. C’è un clima di intimidazione che colpisce chiunque osi mettere paletti: io sono stato insultato in tv, Di Pietro – ha continuato – è stato fatto oggetto di un assedio”.”Mi aggrappo con tutta la forza ad una parola chiave usata da Bersani e da Susanna Camusso – ha però aggiunto il leader di Sel – discontinuità. Se un governo di transizione serve per fare il primo passo in questa direzione, allora evviva”.

Maria Saporito